Ubuntu Software Libero
IN QUESTO BLOG PARLEREMO DI TUTTE LE DISTRIBUZIONI LINUX E LE LORO CARATTERISTICHE, GRAZIE E BUONA PERMANENZA!!!

Benvenuti Da....

LINUX

LINUX
The World Linux

I VARI SITI DI LINUX:

Come velocizzare Linux Mint.


Ecco come velocizzarlo Linux Mint.


Linux Mint è una distribuzione GNU/Linux per personal computer, nota per la sua facilità d'uso e per la sua semplicità di installazione. È basata su Ubuntu (a sua volta basata su Debian) e usa sia repository propri sia quelli di Ubuntu.

Vediamo come Velocizzarlo:

Intanto cerchiamo di Utilizzare solo la Ram diminuendo la swap, apriamo il terminale e digita:

sudo gedit /etc/sysctl.conf


Naturalmente aprirà un Editor di testo dove in fondo ci aggiungeremo:

vm.swappiness=10

E poi salvarlo.

Naturalmente questa procedura viene usata per i PC o Portatili con 1 massimo 2 GB di ram.

La RAM infatti è molto più veloce di un disco rigido ed è conveniente lasciare che la RAM gestisca la maggior parte dei processi per questo motivo noi cerchiamo di diminuire la swap.

Se invece abbiamo sempre un PC o Portatile, con una ram pari ad 8 GB o di più, si puo’ anche azzardare un valore = 0cosi possiamo usare completamente la ram.

In alternativa:

Possiamo comprare anche una SSD che cosa sarebbe:

E' un unità a stato solido o disco a stato solido (in sigla SSD dal corrispondente termine inglese solid-state drive) è una tipologia di dispositivo di memoria di massa basata su semiconduttore, che utilizza memoria allo stato solido (in particolare memoria flash) per l'archiviazione dei dati, anziché supporti di tipo magnetico come nel caso dell'hard disk classico.

Ecco alcuni modelli:

SamDisk

Samsung 750 EVO

KingDian S280

Ci sono tanti altri tipi di modelli di queste SSD.

Linux Mint

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                   
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni



Marco Montemagno.

Marco Montemagno. 


Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                   
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni

Come velocizzare Opensuse.


Ecco come velocizzare Opensuse.

In questo articolo parleremo di velocizzare Opensuse, come procedere?:

Un metodo veloce e semplice da utilizzare è la SSD, con questo non ci dovrebbero essere molti problemi per quanto riguarda la velocità.

Con la SSD su Opensuse possiamo ottimizzarla vediamo come fare su Ext4:

Intanto dato che ci sono troppi log, spostiamo il robe nella tmpfs:

vi /etc/fstab

Per di più aggiungiamo:

discard,noatime,nodiratime

nella partizione ext4 dove venga in modo di questo tipo:

/dev/disk/by-id/ata-SATA_SSD_2266071C084B00008221-part1 / ext4 acl,user_xattr,discard,noatime,nodiratime 1 1

procediamo sotto:

tmpfs /tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
tmpfs /var/spool tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
tmpfs /var/tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
tmpfs /var/log tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0

adesso tocca modificare il rc.local, che in opensuse viene chiamato:

/etc/init.d/boot.local
vi /etc/init.d/boot.local


dove viene ad ricreare le stesse directory di /var/log sennò viene bloccata il logging.

ed aggiungere:

for dir in ConsoleKit YaST2 cups hp journal krb5 news samba zypp ; do
if [ ! -e /var/log/$dir ] ; then
mkdir /var/log/$dir
fi
done 


In pratica editare grub (con Yast) ed aggiungere, dopo lo plash=silent quiet showopts anche

elevator=noop


con questo procedimento dovrebbe andare già bene.

O se no procedere: yast2-impostazioni-kernel. Passare al tab "impostazioni kernel" e al pianificatore globale impostare "noop".

Se no potete anche creare una RamDisk come fare:

Intano apriamo il tmpfs ed uinserire:

mkdir /ramdisk
mount -t tmpfs none /ramdisk -o size=256m


Con questo procedimento avremo installato la Ramdiske funziona anche per i log.

Ricordiamoci che l'attivazione del trim che riguarda la SSD, su  molte distribuzioni è automatica.

Per finire se vogliamo vedere il rilascio Leap della distribuzione Opensuse consultare il sito:Annuncio Rilascio

Questo è il quanto spero che vi sia stato utile a voi utenti.


Opensuse 
Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                   
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni

Come installare e velocizzare Opensuse.


Ecco come installare e velocizzare Opensuse.

In questo articolo parleremo di come Installare e Velocizzare questa distribuzione, vediamo come procedere:

Intano scarichiamo la "ISO" da questo sito: Opensuse

scegliere quale Opensuse stai usando:

Opensuse 42.2
Opensuse 42.1
Opensuse 42

Ed ora inserirla nell'apposita chiavetta che naturalmente trovate la guida qui: Chiavetta USB

Come velocizzare il KDE: 

Per prima cosa impostiamo il nostro KDE dove richiede il minimo ed indispensabile della nostra CPU per farlo dal menu andiamo in Impostazioni di Sistema e andiamo in Aspetto delle Applicazioni e in Stile scegliamo la scheda Regolazione Fine e impostiamo in Alta risoluzione e scarso uso della CPU oppure meglio ancora Bassa risoluzione e scarso uso della CPU e clicchiamo su Applica. In questa maniera Plasma non andrà a caricare troppo la nostra CPU.

Togliere anche gli effetti

Ora andiamo a togliere alcuni Effetti che possono rallentarci il nostro ambiente desktop per farlo sempre da Impostazioni di Sistema andiamo in Effetti del Desktop e andiamo sulla scheda Tutti gli effetti e da li togliamo la spunta sopratutto su Sfocatura (avremo meno trasparenze nelle finestre del nostro Pannello ma guadagneremo in velocità) e Miniature sulla Barra delle Applicazioni e poi anche ad altri effetti che non utilizziamo, al termine clicchiamo su Applica per confermare le modifiche.

Nepomuc:

Su KDE è attivo di default Nepomuk il quale ci permette di effettuare ricerche dettagliate nel nostro pc, se non utilizziamo questa funzionalità possiamo disattivarlo per farlo sempre da Impostazioni di Sistema andiamo in Ricerca Desktop e togliamo la spinta su Desktop Semantico Nepomuk e clicchiamo su Applica

Avere la sessione vuota per ogni avvio:

Per velocizzare KDE sopratutto all’avvio è utile avere una sessione vuota per ogni avvio per farlo andiamo in Avvio e Spegnimento e da Gestione di sessione clicchiamo su All’accesso avvia una sessione vuota e clicchiamo su Applica per confermare.

in pratica dovrebbe essere già ad un buon punto, per installare e velocizzare la nostra distribuzione e nel prossimo articolo parleremo nel dettaglio di Opensuse e come velocizzarlo.


Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                   
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni

Metodi moderni per velocizzare Debian.


Metodi moderni per velocizzare Debian.

Questo articolo parlerà di metodi un po moderni per velocizzare questa distribuzione, vediamo cosa ho fatto:

per prima cosa si può tranquillamente compra una SSD sarebbe un metodo veloce e facile da usare, una buona SSD sarebbe: Samsung 850 Pro 512 GB al prezzo di 239,40€, se no la SSD: Samsung 850 Pro 128 GB al prezzo di 149,67€, con queste non ci dovrebbero essere grossi problemi.

Possiamo fare gli stessi procedimenti che si fatto con Ubuntu dove, ho gia postato un articolo dove diminuisci la Swap ed usi la Zram, se no possiamo usare: Ulatencyd per velocizzare la nostra distribuzione ecco come installarla apriamo sempre il terminale:

1) apt-get install ulatency ulatencyd

Al termine dell’installazione basta riavviare ed avremo attivo di default Ulatencyd. Il tool include anche un collegamento nel pannello che ci consente di passare alla modalità “game” con maggiori performance a quella desktop.

2) ulatency -gui

per avviare il collegamento nel pannello di Ulatencyd all’avvio basta andare in applicazioni d’avvio cliccare su aggiungi e in comando inserire ulatency-gui e salviamo il tutto.

Possiamo anche usare anche Preload aprite il terminale:

1) apt-get install preload

Ed anche Readahead aprite il terminale:

2) apt-get install readahead

3) nano /etc/default/grub

4) Ed inserire init=/sbin/readahead-collector

5) Salvare il file con Ctrl+x e poi s.

6) per aggiornare il grub: update-grub

7) per configurare readahead: nano /etc/readahead.conf


Questo è il tutto per quanto riguarda Debian, come velocizzarlo spero che sia stata utile come guida.  
Debian

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                   
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni

Ecco come velocizzare Debian.


Ecco come velocizzare Debian.

In questo articolo parleremo di come rendere Debian più veloce e reattivo usando meno le risorse, vediamo come procedere:

Queste ottimizzazioni sono relative all'uso del PC in generale e sono diverse da PC a PC.

Prendere il manuale del proprio BIOS e i manuali dei componenti del proprio PC: hard disk, RAM, … (o se non avete i manuali cercare le caratteristiche su internet … o andare a tentativi se si sa cosa si sta facendo).

Cercare di ottimizzare i valori per ottenere migliori prestazioni, soprattutto di accesso alla RAM e attivazione del DMA su disco.

È consigliabile evitare di modificare la velocità della propria CPU perché questo può diminuire la vita del proprio processore … usando il sistema GNU/Linux è possibile benissimo riuscire ad usare il proprio computer per molti anni senza la necessità di continui upgarde dell'hardware.

Le modifiche qui apportate hanno effetto immediato e sono permanenti.

1) ram i numero dei terminali:

Il file /etc/inittab contiene alcune inizializzazioni del proprio sistema.

Per diminuire la quantità di RAM utilizzata è possibile non far caricare alcune console all'avvio (sono quelle che si possono accedere con le combinazioni di tasti Ctrl-Altr-F[1-6]. Normalmente avere due console, al posto di 6, è più che sufficiente.

Commentare nel file /etc/inittab le seguenti righe:

#3:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty3 #4:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty4 #5:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty5 #6:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty6

Questa modifica fa risparmiare una piccola quantità di RAM.

La modifica ha effetto dal prossimo riavvio della macchina e sono permanenti.

2) L'Architettura i386:

Installare una versione 2.6 (se si ha ancora una 2.4) di Linux.

Se si è installata la versione 2.6 e si sta utilizzando un'architettura hardware i386, allora installare il pacchetto "libc6-i686".

# apt-get install libc6-i686

Questa pacchetto permette di aumentare, in alcuni casi, le prestazioni del proprio PC del 40-60% (ad esempio nell'avvio di OpenOffice.org). Naturalmente i miglioramenti ci sono per i pacchetti che usano le libc6 e nei momenti in cui queste librerie sono utilizzate.

Questo pacchetto può essere indicato come da rimuovere da utility che cercano di eliminare pacchetti senza dipendenze. Infatti non esiste nessun pacchetto che dipende dalle libc6-i686, vengono utilizzate se sono installate, altrimenti sono usate le libc6.

Per evitare che questo accada bisogna scrivere il nome del pacchetto in /var/lib/deborphan/keep:

# echo 'libc6-i686' >> /var/lib/deborphan/keep

Queste modifiche hanno effetto immediato e sono permanenti.

Se si è installata una versione 2.6 di Linux su architettura hardware i386, allora conviene installare anche libgl1-mesa-swx11-i686 per avere le librerie mesa ottimizzate.

# apt-get install libgl1-mesa-swx11-i686 # echo 'libgl1-mesa-swx11-i686' >> /var/lib/deborphan/keep

3) Procedimento Linux per la propria CPU:


Ricordarsi di installare una versione per la propria architettura hardware e per la propria CPU. Per sapere che CPU si ha:

$ cat /proc/cpuinfo

si otterrà qualcosa del genere:

[...] vendor_id : AuthenticAMD [...] model name : AMD Athlon(tm) Processor [...]

Da cui si vede il tipo di CPU e il modello.

Cercare la versione di Linux da installare:


$ apt-cache search linux-image-2.6 | grep linux-image-2.6-Si otterrà qualcosa del genere:


linux-image-2.6-486 - Linux 2.6 image on x86 linux-image-2.6-686 - Linux 2.6 image on PPro/Celeron/PII/PIII/P4 linux-image-2.6-686-bigmem - Linux 2.6 image on PPro/Celeron/PII/PIII/P4 linux-image-2.6-amd64 - Linux 2.6 image on AMD64 linux-image-2.6-k7 - Linux 2.6 image on AMD K7 linux-image-2.6-vserver-686 - Linux 2.6 image on PPro/Celeron/PII/PIII/P4 linux-image-2.6-vserver-k7 - Linux 2.6 image on AMD K7

 
Se non si è sicuri di quale pacchetto installare eseguire il seguente comando su ognuno dei pacchetti ritornati dal comando precedente.

Facciamo un esempio:

$ apt-cache show linux-image-2.6-k7

si otterrà qualcosa del genere:

[...]
Description: Linux 2.6 image on AMD K7 This package depends on the latest binary image for Linux kernel 2.6 on 32bit AMD Duron/Athlon/AthlonXP machines. [...]

Da cui si può vedere che è quello corretto per il processore posseduto (nell'esempio naturalmente).

Nota: il pacchetto qui indicato è un metapacchetto che permetterà di installare in automatico (con apt-get -u upgrade) le nuovi versioni di Linux per il proprio processore appena sono disponibili sui repository.

Queste modifiche hanno effetto dal prossimo riavvio della macchina e sono permanenti.


4) La Swap

Lo swap è quella parte di disco fisso utilizzata come memoria virtuale dal proprio sistema operativo. È bene sempre avere uno swap anche se si dispone di molta RAM. Se si sta utilizzando un portatile, allora lo swap è utilizzato anche per operazioni come l'hybernate.

Le operazioni possibili sullo swap per aumentare le prestazioni:
usare una partizione apposita per lo swap al posto di un file sul filesystem
se si possiedono più dischi, allora posizionare lo swap sul disco più veloce
se si possiedono più dischi con velocità circa uguali, allora posizionare lo swap sul disco meno utilizzato
far diminuire al sistema l'uso dello swap se vi è ancora RAM libera:

- verificare il contenuto di swappiness:
$ cat /proc/sys/vm/swappiness
- immettere un valore basso (più è basso e minore è la tendenza all'uso dello swap):
# sysctl -w vm.swappiness=10
- rendere la modifica automatica ad ogni avvio:
$ vi /etc/sysctl.conf
- aggiungere/modificare la seguente riga:
vm.swappiness=10


Nota: un valore basso di swappiness è consigliabile per chi ha normalmente un tot di RAM libera che non utilizza (questo impedisce che programmi non usati per un po' finiscano sullo swap rendendo così più veloce loro ripristino); mentre se si utilizza pesantemente la RAM e si normalmente poca memoria libera, allora può essere consigliato utilizzare un valore alto (questo permette di liberare della RAM e permettere il caricamento di qualcosa di nuovo più velocemente).

Le operazioni possibili sullo swap per diminuire l'uso di risorse:
usare il pacchetto "swapd" per creare swap dinamici: vengono creati dei file appositi quando servono direttamente sul filesystem e rimossi appena non servono più. Questo permette un risparmio di spazio su disco fisso

Queste modifiche hanno effetto immediato e sono permanenti (vm.swappiness è permanente se viene salvato su /etc/sysctl.conf).

5) Inserire i parametri ne HD:


Questa parte non funziona sui dischi SCASI e SATA, ma solo sui "vecchi" hard disk.

State Attento:
ci sono alcuni modelli di hard disk che a causa di bug nel loro firmware/hardware non supportano tutte le opzioni, questo potrebbe causare il non corretto funzionamento dell'hard disk (lettura/scrittura dati) o addirittura diminuirne la durata (ad esempio per il risparmio energetico, vedere più avanti). Leggere bene la documentazione.

Nei sorgenti di Linux è presente un file con l'indicazione di alcuni chipset (CMD640, RZ1000, …) che hanno errori di progettazione e per i quali non bisogna attivare alcune opzioni con hdparm: /usr/src/linux/Documentation/ide.txt


Installare il pacchetto hdparm # apt-get install hdparm


Con questo pacchetto è possibile controllare le caratteristiche del proprio hard disk e modificare alcuni parametri.

Nota: per poter effettuare dei test accurati è consigliato terminare tutto ciò che non serve: programmi e demoni. Questo per evitare che i test di velocità siano invalidati da altre operazioni di scrittura su disco.

Visualizzare tutti gli hard disk presenti (attualmente attivi) $ grep "/dev" /etc/fstab

di solito gli hard disk sono i device /dev/hdXY o /dev/sdXY, dove X è una lettera e Y un numero. Quello che interessa a noi è la stringa /dev/hdX o /dev/sdX (cioè non considerando la parte numerica Y).
Per semplicità negli esempi seguenti si utilizzerà /dev/hdX

Leggersi il manuale di hdparm per saperne di più sui comandi che seguiranno: $ man hdparm

Le operazioni qui sotto elencate vanno eseguite per ogni hard disk posseduto.
Lettura dei valori attuali dell'hard disk

Prima di tutto vediamo le opzioni attivate/disattivate sul nostro hard disk: # hdparm -v /dev/hdX

Qui viene mostrato un possibile risultato di tale comando: /dev/hdX: multcount = 0 (off) IO_support = 0 (default 16-bit) unmaskirq = 0 (off) using_dma = 0 (off) keepsettings = 0 (off) readonly = 0 (off) readahead = 256 (on) geometry = 65535/16/63, sectors = 156355584, start = 0

Un altro comando per recuperare le informazioni del proprio hard disk è: 


# hdparm -i /dev/hdX

In pratica dovrebbe andare già bene cosi per velocizzare la vostra distribuzione Debian.

Velocizzare Debian
Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                   
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni

Come installare Debian.


Come installare Debian.

Guida di come installare Debian vediamo come procedere:

Naturalmente per scaricare la iso bisogna andare in questo sito: Debian ed usare sempre il programma "Rufus" per inserirlo su una pennina, naturalmente ci sono altri metodi, facciamo un passo alla volta.

1) Attualmente la versione quella stable di Debian supporta dieci diverse architetture:
  1. PC a 32 bit («i386»)
  2. PC a 64 bit («amd64»)
  3. ARM a 64 bit («arm64»)
  4. ARM EABI («armel»)
  5. ARMv7 EABI hard-float ABI («armhf»)
  6. PowerPC a 64-bit («pc64el» (little-endian))
  7. MIPS («mips» (big-endian) e «mipsel» (little-endian))
  8. MIPS a 64 bit («mips64el» (little-endian))
  9. IBM System z («s390x»)
Esistono, inoltre, particolari immagini .iso "multi-arch" che permettono l'installazione sia per l'architettura "i386" che per "amd64".

Nessun'altra distribuzione offre così tante possibilità di installazione, adattabili davvero ad ogni esigenza e soprattutto ad ogni peculiarità hardware.
Prima di scegliere l'immagine da utilizzare per l'installazione, è necessario considerare diversi fattori:  
  • versione di Debian
  • possibilità di accesso alla rete
  • tempo e/o banda di download
  • disponibilità dei supporti adatti a contenere l'immagine
questi fattori sono da tenere bene in conto quando si deve decidere quale immagine scaricare. La seguente guida cercherà di descrivere tutti i metodi d'installazione illustrandone le rispettive caratteristiche.

Tutti i seguenti metodi d'installazione fanno riferimento a Debian stable, se si volesse installare Debian testing o Debian unstable (Sid) leggere la sezione "Altre versioni".

Per maggiori approfondimenti si legga la guida all'installzione di Debian. 

I metodi di installazione:
  
2) Netinst:

Tramite netinst (net installation) è possibile installare Debian scaricando un'immagine di circa 160-380 MB (le dimensioni variano in base all'architettura scelta)

La netinst contiene solo l'installer e una quantità molto ridotta di pacchetti, costituenti il sistema base, che permettono di scaricare i pacchetti rimanenti via Rete.
Poiché l'installazione con l'immagine netinst permette di scaricare solo i pacchetti che si è scelto di installare, essa rappresenta un metodo molto efficiente di installazione in termini di tempo e di banda di download.

Questo rappresenta il metodo consigliato di installazione.
Download delle immagini netinst:
  • via HTTPS
  • via BitTorrent
  • via Jigdo
Tutte le immagini netinst sono masterizzabili su CD, su DVD oppure possono essere utilizzate per avviare il processo di installazione da pendrive USB o da SD card.

3) CD-ROM:


A partire da Debian 9.x ("Stretch") non vengono più creati set completi di CD-ROM per l'installazione. Le sole eccezioni riguardano le immagini "netinst" e "mini.iso" (entrambe masterizzabili su CD-ROM), l'immagine CD-ROM per l'installazione di Xfce e um'immagine "mac" per Mac Mini di Apple.
Utilizzare i DVD se si desidera installare un sistema Debian a partire da supporti che già comprendono altri ambienti desktop.
Dopo la masterizzazione dell'immagine, assicurarsi che il lettore CD-ROM sia la prima periferica di boot.

4) Download delle immagini CD:
  • via BitTorrent (raccomandato, ma disponibile solo per Debian stable)
  • via Jigdo (disponibile per Debian stable e testing)
  • via HTTPS  (sconsigliato)
Tutte le precedenti immagini possono anche essere utilizzate per avviare il processo di installazione da pendrive USB o da SD card.

5) DVD: 

È necessario scaricare almeno l'immagine del primo DVD relativa alla propria architettura, masterizzarla e poi avviarla, assicurandosi che nella configurazione del BIOS il lettore DVD sia la prima periferica di boot. Se si scaricano e si masterizzano una o più immagini di DVD aggiuntivi, è possibile (ovviamente) installare anche tutto il software aggiuntivo presente nelle altre immagini.
Durante l'installazione verrà presentato un menù attraverso cui è possibile scegliere uno (o anche più di uno) Desktop Environment (KDE, GNOME, LXDE, Xfce, Cinnamon, MATE) da installare.
Le immagini possono essere scaricate tramite HTTPS, BitTorrent o Jigdo.
Se possibile, è raccomandato utilizzare i file .torrent o almeno Jigdo per gravare il meno possibile sui server di Debian.
Download delle immagini DVD:
  • via BitTorrent (raccomandato, ma disponibile solo per Debian stable)
  • via Jigdo (disponibile per Debian stable e testing)
  • via HTTPS (sconsigliato)
Tutte le immagini DVD sono masterizzabili sul supporto relativo oppure possono essere utilizzate per avviare il processo di installazione da pendrive USB o da SD card.

6) Blu-ray:

Le immagini Blu-ray di Stretch, sia single-layer (bd) che double-layer (dlbd), sono disponibili per il download solo attraverso Jigdo e, attualmente, sono state create per due sole architetture, i386 e amd64, oltre ad un'immagine contenente i pacchetti sorgente.

Questo il link da cui poter scaricare le immagini Blu-ray tramite Jigdo.

7) Mini.iso:

La "mini.iso" è attualmente l'immagine più piccola disponibile per permettere l'installazione di Debian. Questa immagine è stata pensata per il network boot ma è perfettamente funzionante anche se avviata da altri dispositivi. A differenza della netinst, l'immagine "mini.iso" contiene solo l'installer necessario ad avviare il sistema, tutto il restante software viene scaricato dalla Rete.
Per il download della "mini.iso" bisogna innanzitutto spostarsi in questa pagina e poi, nella sezione "Network Boot", scegliere la propria architettura e spostarsi nella directory "netboot".
L'immagine mini.iso può essere masterizzata su CD o essere utilizzata per avviare il processo di installazione da pendrive USB o da SD card.

8) Floppy disk: 

A partire dal kernel 2.6.24, la capienza dei floppy disk non è più sufficiente a contenere i file necessari all'avvio del processo d'installazione.
Per poter installare Debian è quindi necessario far ricorso ad altri metodi d'installazione.

9) Dispositivo USB o scheda SD:


Se non si dispone di un lettore CD o DVD (come accade per i netbook o per molti server), è possibile installare Debian partendo da un dispositivo USB o da una SD card, purché il sistema lo consenta.
Tramite tali dispositivi è possibile utilizzare tutte le immagini per DVD, CD (immagine per l'installazione di Xfce), netinst o mini.iso

Per una guida su come preparare un dispositivo USB o una SD card per avviare l'installazione di Debian, leggere questa pagina.

10) TFTP da rete:
Se la propria macchina è connessa a una rete locale, allora è possibile avviare il processo d'installazione accedendovi da remoto e facendo il boot automaticamente via rete (utile per installazioni contemporanee su decine di macchine).
Consultare la pagina di manuale per la preparazione dei file per l'avvio TFTP da rete.

11) Immagini .iso da hard disk: 

Questo metodo consente di installare Debian partendo da un'immagine .iso precedentemente salvata in una cartella del proprio hard disk.
Qui è possibile leggere la guida che illustra questo procedimento: Installare Debian da hard disk
 
Spero che questa guida sia stata utile per tutti voi.



Debian




Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                   
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni                                                                        

Installare e velocizzare Ubuntu.


Come installare e velocizzare Ubuntu.


In questo articolo parleremo di come installare e velocizzare Ubuntu, vediamo un po come procedere.


1) Intanto bisogna vedere le caratteristiche minime del vostro PC per usare la distribuzione: 

  • Processore a 700 MHz o superiore (consigliato processore dual-core a 2 GHz o superiore).
  • 512MB di RAM (consigliato 2GB di RAM).
  • 5GB di spazio su disco (25GB consigliati)
  • Scheda grafica con supporto a una risoluzione di almeno 1024×768 pixel.

2) Configuriamo il Bios:

Tuttavia, quando si modificano le partizioni del disco o si procede all'installazione di un sistema operativo, è sempre bene essere previdenti ed effettuare un backup dei propri dati. Prima di metterti all'opera, provvedi dunque a copiare i tuoi documenti, le tue foto e tutti i file a cui tieni di più su un supporto esterno (es. un hard disk, una serie di chiavette USB o dei DVD). È una procedura un po' noiosa, lunga, ma necessaria.

Un'altra operazione che, quasi sicuramente, devi compiere è modificare le impostazioni del BIOS. Ubuntu va installato effettuando il boot dal DVD o dalla chiavetta USB su cui sono stati copiati i suoi file d'installazione, quindi devi assicurarti che nel BIOS del tuo PC l'unità USB e quella DVD siano impostate come prioritarie rispetto all'hard disk (altrimenti partirà normalmente Windows al posto del processo d'installazione di Ubuntu).

Inoltre, se utilizzi un PC piuttosto recente (venduto con Windows 8.x o Windows 10 preinstallato) devi sapere che il tuo computer non ha più il BIOS ma l'UEFI: una versione più aggiornata del BIOS che include delle funzioni aggiuntive legate alla sicurezza. Una di queste funzioni si chiama Secure Boot e impedisce l'avvio di sistemi operativi che non dispongono di un'apposita firma digitale (in pratica tutti i sistemi diversi dalle versioni più recenti di Windows). Ebbene, per installare Ubuntu su un computer basato su UEFI è quasi sempre necessario recarsi nelle impostazioni di quest'ultimo e disattivare il Secure Boot.

3) Scaricare la ISO su una apposita pennina, la ISO si scarica da questo sito:Ubuntu.it


4) Per inserire la ISO su una pennina, scaricare il programma di nome "Rufus", naturalmente ci sono tanti programmi che procedono come Rufus, ad esempio (UNetbootin) e molti altri.


Per scaricare Rufus lo troverete in questo sito:Rufus

5) lo installate nell'apposito computer: inserendo la pennina dove apparirà una schermata che vi darà le istruzioni per installarlo.

Ora vediamo come velocizzare Ubuntu: 

1) Riduciamo la swap:


Normalmente Ubuntu utilizza la swap non appena si supera il 60% della RAM occupata; un valore troppo alto a mio avviso, che fa entrare in funzione la swap troppo presto con numerosi rallentamenti nel sistema. Con questa piccola modifica andremo ad abbassare la soglia di attivazione della swap al 10%, un valore ottimale che garantisce un maggiore utilizzo della RAM (più veloce) senza rinunciare alla swap in caso di saturazione della stessa, che entrerà in funzione il più tardi possibile.

Per effettuare la modifica apriamo un terminale e digitiamo:
  • sudo gedit /etc/sysctl.conf
Nel file di testo che si aprirà, andiamo a fondo dello stesso e aggiungiamo la seguente stringa:
  • vm.swappiness=10 
2) Usiamo la ZRam: 

Se abbiamo 1 GB di RAM o meno il nostro sistema Ubuntu può entrare in difficoltà non appena si aprono 2 o 3 programmi pesanti. Il sistema inizierà a “swappare”, rallentando in maniera vistosa. Il trucco più efficace sui sistemi più vecchi è l’utilizzo di zRam, un piccolo hack per il kernel che permetterà di sfruttare al massimo il basso quantitativo di memoria fisica disponibile, “swappando” direttamente in RAM e ritardando il più possibile l’accesso alla swap fisica presente sul disco rigido (estremamente lenta). Il suo funzionamento è complesso, ma riassumibile in poche righe: i dati in RAM vengono compressi e immagazzinati in una partizione swap virtuale caricata in memoria RAM che occupa fino al 25% della stessa.

Raggiunta la soglia critica i pacchetti vengono compressi al massimo e swappati dentro la zRam, con un enorme recupero di prestazioni e di reattività (la compressione/decompressione è circa 20 volte più veloce dell’accesso diretto alla swap sul disco rigido). In teoria è come aggiungere un modulo di RAM in più della capienza dimezzata rispetto all’originale: su 1GB di RAM si ottengono in totale circa 1,50 GB ( aggiunta di un modulo da 512MB) con l’aggiunta di zRam, senza cambiare nulla.

possibile installare ed usare zRam lanciando il seguente comando da terminale:
  •  sudo apt-get install zram-config
 3) troppe applicazione di avvio sono aperte: ecco come toglierle usando questo programma, apriamo il terminale e digitiamo:
  •  sudo apt-get install bum
Questo è il quanto spero che questa guida vi sia utile a tutti voi che voglio affacciarsi al mondo di Linux Ubuntu.
Ubuntu


Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                      
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni                                                                        

Also Linux has arrived the Debian 9.


Also Linux has arrived the Debian 9.


Since its start in 1993, Debian has been one of the most important Linux distributions. Twenty-four years later, its developers released its latest version, Debian 9 Stretch, to solidify its reputation as a top Linux.

People have used Debian for so long for numerous reasons. The one that's most important to free software fans is that the operating system, thanks to the Debian social contract, must be free software. More pragmatic users love it because of its stability. As a result, Debian is popular both for desktop users and server administrators. This stability has also led it to being the foundation of Ubuntu and other Debian-based Linux distributions.

In this newest edition, after just over two years of work, Debian uses the Linux 4.9 kernel. By default, Stretch uses the EXT4 file-system.

For desktop users, Stretch relies on the GNOME Shell 3.22 desktop by default, which, in turn, is built on X.Org Server 1.19.2 and the Mesa 3D graphics library 13.0.6. The X Window display's security has been improved because it no longer requires root privileges. Die-hard Linux graphics developers should take note that Debian has not moved on to the Mesa 17.x release. Remember, Debian is about stability first and innovation second.

Desktop users will also see that after a decade of a rather silly trademark fight over Mozilla's Firefox and Thunderbird, Debian has finally decided to retire Iceweasel and Icedove in favor of their original Debian programs.

The new Debian uses GCC 6.3.0 for its base development tools. For ordinary users, Debian's Reproducible Builds project, over 90 percent of its source packages, will build bit-for-bit identical binary packages. This is an important verification feature that protects users from malicious attempts to tamper with compilers and build networks. Future Debian releases will include tools and metadata so that end-users can validate the provenance of packages within the archive.

In addition, Debian has made it easier to get debug packages. You can use the new dbg-sym APT repository to obtain debug symbols automatically for many packages.

The biggest change for programmers and sysadmins is Debian has replaced MySQL with the MariaDB MySQL fork for its database management system (DBMS). If you're upgrading from an older version of Debian, MySQL 5.5 or 5.6 will automatically be replaced by MariaDB 10.1. If you have trouble moving your apps to MariaDB, the company has provided a guide on moving from MySQL to MariaDB on Debian.

Roger Bodamer, MariaDB's chief product officer, said "The MariaDB development team worked closely with the Debian community to make the transition from MySQL to MariaDB seamless, delivering the most stable and secure open-source database possible. With Debian's adoption of MariaDB as its default MySQL variant, we expect further growth and engagement from our global community, which now has a reach of more than 60 million developers." With over 3.1 million websites running on Debian, and many of those running a Linux, Apache, MySQL, and Perl/PHP/Python (LAMP) stack, this is another step forward in MariaDB acceptance.

Debian's Unified Extensible Firmware Interface (UEFI) support has also been greatly improved. It now supports installing on 32-bit UEFI firmware with a 64-bit kernel. And, at long last, the Debian live images now include support for UEFI booting.

As always, Debian supports a wide-variety of free software programs by default. New software versions of over 51,000 programs are now supported.

The new Debian also runs on numerous hardware architectures. These include 64-bit PC/Intel EM64T/x86-64 (amd64), 32-bit PC/Intel IA-32 (i386), 64-bit little-endian Motorola/IBM PowerPC (ppc64el), 64-bit IBM S/390 (s390x) for ARM, armel and armhf for older and more recent 32-bit hardware, plus arm64 for the 64-bit AArch64 architecture and for MIPS. In addition to the two 32-bit mips (big-endian) and mipsel (little-endian), there is a new mips64el architecture for 64-bit little-endian hardware. However, support for 32-bit Motorola/IBM PowerPC (powerpc) has been removed.

Want to try it? Installation images may be downloaded via bittorrent (the recommended method), jigdo, or HTTP. Ftp downloads are no longer supported. You can also give Debian a try without installing it using a live image.

If you're already running Debian, you can upgrade as usual from Debian 8, aka Jessie, using the the apt-get package management tool. Before jumping in, be sure to check out the release notes as well as the installation guide for possible issues and for detailed instructions on installing and upgrading.

Debian 9

Per tradurre è disponibile il Translator in alto

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                                      
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni                                                                        


Alcuni notebook con Ubuntu.

Alcuni notebook con Ubuntu.

A cinque anni dall'esordio del Project Sputnik Dell continua ad essere uno dei produttori maggiormente impegnati nell'offrire agli utenti dispositivi con preinstallato il sistema operativo Ubuntu Linux. In questi giorni ha rinnovato l'offerta, che adesso comprende 7 soluzioni, fra cui gli ultrabook XPS 13 e le workstation grafiche Precision 5520, Precision 3520, Precision 7520, Precision 7720, Precision 7510 e Precision 7710.

Per quanto riguarda l'XPS 13, sul sito ufficiale trovate la versione con già preinstallato Ubuntu Linux 16.04 SP1 che ha una configurazione con processore Core i7-7500U della famiglia Kaby Lake, 16 GB di memoria RAM, SSD PCIe da 512 GB e schermo touch InfinityEdge QHD+ (3.200 x 1.800 pixel) da 13,3 pollici. Il prezzo è di 1629 euro. Il modello base con lo stesso sistema operativo ha invece una CPU Core i7-7500U, 8 GB di memoria RAM, SSD da 256 GB e schermo Full HD e costa 1259 euro. Tutti i modelli sono a questa pagina.

Per quanto riguarda le workstation invece il modello più interessante è la Precision 5520, equipaggiata con processori Intel Core o Xeon, fino a 32 GB di memoria RAM, grafica Nvidia Quadro e schermi da 15,6 pollici con risoluzioni fino al 4K. Nel momento in cui scriviamo i prezzi con Linux preinstallato partono da 1582 euro e si possono personalizzare CPU, RAM e SSD, oltre ad altri aspetti.

Seguono poi la Precision 3520 con schermo da 15,6 pollici Full HD, fino a 32 GB di RAM e processori fino allo Xeon, la Precision 7520 che invece ha un massimo di 64 GB di memoria RAM, schermi fino al 4K e opzioni grafiche con GPU Nvidia Quadro o Radeon Pro. C'è poi la Precision 7720 che è simile alla 7520 ma ha in dotazione uno schermo da 17,3 pollici e sottosistema di archiviazione fino a 4 TB anziché fino ai 3 TB del modello più piccolo.

Chiudiamo poi con la Precision 7510 che ha uno schermo da 15,6 pollici, processori Core della famiglia Skylake e schermi fino al 3K, e la sua versione da 17,3 pollici, la Precision 7710.

Tutti i modelli con CPU Kaby Lake hanno installato Ubuntu 16.04 LTS, mentre quelli con processori Skylake sono dotati di Ubuntu 14.04 LTS.



Notebook con Ubuntu
Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/








Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu, linux ubuntu, linux


                                                                                               
                                   
                                                                                                     
                                                                                                       Nicola Barboni                                                                        
                                              

Il SambaCry usa i server Linux.

Anche il Il SambaCry usa i server Linux. 

Se WannaCry ha fatto strage di computer Windows, SambaCry rischia di mietere migliaia di vittime tra i server Linux che utilizzano la piattaforma Samba per la condivisione di file e stampanti in rete locale. L'allarme era stato già lanciato il mese scorso, ma ora i ricercatori di Kaspersky hanno individuato il primo trojan in grado di violare i sistemi Linux vulnerabili.

Il problema è sempre lo stesso: una vulnerabilità nel protocollo Server Message Block che viene utilizzato sia dai sistemi Windows, sia dalla piattaforma open source Samba. La buona notizia, per lo meno, è che nel caso dei server Linux i pirati informatici non stanno portando un attacco ransomware, che prende in ostaggio i file presenti sul computer e chiede un riscatto per la loro "liberazione". I cyber-criminali che hanno creato SambaCry hanno scelto piuttosto di utilizzare la tecnica d'attacco per installare sulle macchine compromesse un software che gli permette di usare la potenza di calcolo dei server Linux per generare una cripto-valuta simile a Bitcoin anche se meno conosciuta, chiamata Monero.

SambaCry

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/









Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu,
linux ubuntu, linux


                    


                                                                                                       Nicola Barboni


CS:GO, nuovo anti-cheat.

Individua migliaia di attacchi provenienti da Linux.

Molti hacker di CS:GO riescono a compromettere la natura competitiva dello sparatutto Valve senza subire conseguenze, anche per anni.

Valve occasionalmente mette in piedi delle campagne che portano a ondate di ban, ma ciò non impedisce ad alcuni di questi cheater di accumulare nel corso degli anni oggetti di gioco anche di valore consistente.

Solitamente i cheater giocano CS:GO su Linux perché il sistema di anti-cheat di Valve non riesce ad accedere al meccanismo di allocazione della memoria del sistema operativo per individuare i cheat. Ma le cose sono destinate a cambiare perché negli ultimi giorni Valve ha introdotto uno dei più consistenti upgrade al suo sistema anti-cheat, volto proprio a combattere il cheating tramite Linux.

Sostanzialmente ha reso il controllo sul cheating lato server, piuttosto che lato client come da approccio precedente.

Un utente di Reddit, con nickname GivePLZ-DoritosChip, ha descritto in maniera dettagliata il funzionamento del nuovo sistema anti-cheat: "Fino a oggi avresti potuto installare un hack gratuito senza mai essere bannato a meno di non essere individuato manualmente tramite il sistema Overwatch, ma adesso il cheat principale (di cui non posso fare il nome ma che tutti conoscono) è stato attaccato per la prima volta in tre anni".

Secondo il giocatore in questione fra coloro che sono stati colpiti dalla nuova ondata di ban anche un utente che aveva ottenuto skin per le armi dal valore di 771 mila dollari, proprio grazie ai cheat, con un raro coltello Karambi fra i suoi possedimenti. Adesso questo utente è stato bannato dal Valve Anti-Cheat in maniera permanente e per questo non può giocare online nessun titolo Valve.


CS:GO, nuovo anti-cheat


Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/










Ubuntu Software Libero, ubuntu server, ubuntu software center, ubuntu software center install, ubuntu download, libreoffice ubuntu,
linux ubuntu, linux




              
                                                                                      Nicola Barboni  

Visual Studio Code su Ubuntu.

Ecco il Visual Studio Code su Ubuntu.

Dopo Atom anche Visual studio Code è disponibile come Snap. VSC è un editor di codice sorgente sviluppato da Microsoft per Windows, Linux e macOS. Si basa su Electron, un framework con cui è possibile sviluppare applicazioni Node.js.

Lanciato nel 2015 da Microsoft Visual Studio Code si è imposto come uno degli editor di codice preferito dalla community degli sviluppatori . Mette a disposizione oltre 3000 estensioni. Offre completamento intelligente del codice, evidenziazione ella sintassi, snippets, refactoring e supporto completo per il debugging.

La Casa di Redmond nel mese di Marzo ha rilasciato un importante aggiornamento dell’editor a dimostrazione del fatto che crede molto nel progetto. L’aggiornamento integra diverse nuove feature finalizzate in particolare alla massimizzazione della produttività. Le novità riguardano vari aspetti dell’applicazione a cominciare da una Welcome Page pensata per fornire documentazione ai nuovi utenti e un accesso rapido ai progetti per chi già conosce questo strumento.

Visual Studio Code era già disponibile per Linux ma ora potete installare la versione Snap.

L’installazione da oggi in poi può avvenire direttamente dallo Snappy Store di Canonical grazie ad un semplice comando da lanciare nel terminale dell’app. Per farlo dovete dare:
  1. sudo snap install --classic vscode
Questo comando può essere usato per installare Visual Studio Code anche su Ubuntu 14.04 LTS (Trusty Tahr), Ubuntu 16.04 LTS (Xenial Xerus), Ubuntu 16.10 (Yakkety Yak), Ubuntu 17.04 (Zesty Zapus) e in futuro anche su Ubuntu 17.10.

Visual Studio Code

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/















Nongunz è disponibile sul MAC e Linux.

Nongunz è disponibile sul MAC e Linux.

Sindiecate ha annunciato che Nongünz arriva oggi su Steam al prezzo speciale di 6,99 €.

In ogni partita dovremo essere pronti a combattere fino all'ultimo respiro in sotterranei generati proceduralmente traboccanti di orde di mostri creati dalle frattaglie di esseri umani.

Mentre avanzeremo potremo riempire il nostro cimitero di seguaci intenti a pregare, martiri che si flagellano e austeri becchini. Ognuno di essi ha poteri unici che possono essere utilizzati garantendoci bonus come negozi, slot machine, scorciatoie per i sotterranei e abilità speciali.

 Nongunz
Preso dal sito:http://www.spaziogames.it/notizie_videogiochi/console_pc/252121/nongunz-disponibile-per-pc-mac-linux

Per saperne di più su Linux=https://www.facebook.com/groups/416785168484322/