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IN QUESTO BLOG PARLEREMO DI TUTTE LE DISTRIBUZIONI LINUX E LE LORO CARATTERISTICHE, GRAZIE E BUONA PERMANENZA!!!

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Cos'è GeckoLinux.

Vediamo cos'è GeckoLinux?

GeckoLinux è una derivata di OpenSUSE dove è disponibile alla versione Tumbleweed dove sono sempre aggiornanti e vengono rilasciati i pacchetti o se no la versione Leap dove il rilascio viene effettuato regolarmente e beneficia di una soluzione tecnica di qualità professionale.

GeckoLinux si distacca di poco da OpenSUSE, dove viene modificata il tema e le icone dove permette l’installare di software da repo di terze parti.

In sostanza possiamo definire GeckLinux come una variante più estesa di OpenSUSE stessa, volta allo scopo di espandere il campo utenti della distribuzione.

GeckoLinux offre varie edizioni di diversi desktop environment: 

1) Cinnamon

2) XFCE

3) GNOME

4) KDE Plasma

5) MATE
 
6) Budgie

7) LXqt

8) Barebones

All'interno ha già preinstallati vari software liberi, e in aggiunta dei vari codec proprietari; grande novità il supporto ai pacchetti dei repository di Pacman.

GeckoLinux, a differenza di OpenSUSE, riduce al minimo l’uso dei pattern, per evitare l’installazione di pacchetti non desiderati come dipendenza.

Non viene richiesto l’installazione di altri pacchetti dopo l’installazione del sistema, per via che ha un miglior rendering dei font e insieme ai software vengono disinstallate anche le loro dipendenze.

Non resta che provarla a voi utenti e sentire i vostri pareri su questa distribuzione.

GeckoLinux

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                                                                                                                    Nicola Barboni

GeckoLinux basata su OpenSUSE.

GeckoLinux si basa su OpeSUSE

Come ben sappiamo conosciamo tantissime distribuzioni ed anche remix dove tutte queste partono su delle basi al suo interno, in questo caso mi sono concentrato su OpenSUSE dopo svariati tentantivi sono arrivano ad una deduzione, che questo sistema di ottima qualità e personalizzazione, viene basata ad una distribuzione che per alcuni sarà nota per altri no.

Sto parlando di Gecko Linux, dove ha delle caratteristiche simili ad OpenSUSE.

Quando l'ho provato ci ho trovato alcune cose che lo rispecchiano, ed ho notato che ha delle sue caratteristi che in Gecko Linux sono molto interessanti rispetto al genitore OpenSUSE:

  • “GeckoLinux si presenta come una linea installabile live DVD / USB di immagini Statiche e Rolling edizioni, mentre openSUSE non ha un live DVD / USB installer, un net-installer immagine, o Tumbleweed live DVD / USB con net-installer opzioni.
  • GeckoLinux offre la possibilità di personalizzare le edizioni ottimizzata per i vari ambienti desktop, mentre openSUSE richiede all’utente di sapere come installare i modelli e pacchetti per i diversi ambienti desktop.
  • GeckoLinux viene fornito pre-installato con il comune sottigliezze come proprietario di codec, mentre openSUSE, per motivi legali, richiede agli utenti di sapere come aggiungere i repository aggiuntivi e che i pacchetti da aggiungere.
  • GeckoLinux preferisce i pacchetti dal repository Packman, quando sono disponibili, considerando che alcuni di openSUSE pacchetti di default non funzionano con brevetto-funzioni limitate, anche se le caratteristiche sono installati da altre fonti.
  • GeckoLinux viene pre-configurato con quello che molti considerano essere un buon rendering dei font, considerando che molti utenti di openSUSE tipo di carattere predefinito di configurazione per essere meno auspicabile.
  • GeckoLinux non forzare l’installazione di ulteriori pacchetti raccomandati, dopo l’installazione del sistema, mentre openSUSE pre-installa modelli e installa automaticamente raccomandato dipendenze dei pacchetti, causando molti altri e possibilmente indesiderati i pacchetti che devono essere installati la prima volta il package manager è utilizzato.
  • GeckoLinux desktop programmi può essere disinstallato con tutte le loro dipendenze, mentre openSUSE modelli sono spesso causa di disinstallato i pacchetti automaticamente re-installato.”

Per chi ha utilizzato il OpenSUSE, sapete bene che è un sistema molto potente e non ha grandi caratteristiche di personalizzazione e potenziale, tuttavia ci sono alcuni aspetti del sistema che può essere frustrante e decisamente fastidioso, come i modelli causando disinstallato i pacchetti per essere re-installato.

Vedendo le suddette modifiche immediatamente suscitato il mio interesse, e sapevo che avrei dovuto provare.

Per chi lo volesse provare Gecko Linux basta scaricare la ISO: QUI

E noterete le differenze tra questi sistemi, dato che a mio avviso Gecko Linux non è affatto male.

GeckoLinux

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                                                                                                                    Nicola Barboni

Ubuntu Gnome 18.04.

Ubuntu Gnome 18.04 LTS pareri

Tra poco uscirà la LTS, a mio modesto parere questa distribuzione Linux dopo aver lasciato la Unity per il passaggio a Gnome è stata una delle migliori soluzioni che poteva avere, dato che con Unity era base giusta per gli utenti ma per la Canonical ha riscontrato delle difficoltà, Ubuntu ha fatto la saggia decisione di ritornare a Gnome, dove in passato aveva già collaborato.

Gnome negli anni ha avuto un sacco di miglioramenti ed è rispetto ad Unity la più stabile che io conosca, secondo me è stata una buona scelta per via della sua personalizzazione e stabilità.

Vediamo una piccola novità che ci sarà in Ubuntu Gnome 18.04 LTS:

Ci sarà Suru è l’icon set che troveremo a bordo di Ubuntu 18.04 LTS,
Canonical si era già mostrata interessata nei giorni scorsi ad usare le icone Suru per la sua prossima LTS ed oggi la decisione è diventata ufficiale.

Sam Hewitt, il creatore di numerosi temi e set di icone per Linux, ha annunciato sulla sua pagina Patreon che il set di icone Suru da lui creato sarà il set di icone predefinito di Ubuntu 18.04 LTS.

"Sono davvero felice che il team di Ubuntu abbia deciso di usare il mio ed unico icon set su Ubuntu 18.04 e ringrazio la community per aver promosso il mio lavoro” questo è un sunto delle parole rilasciate di Hewitt attraverso il suo canale G+.

Se siete curiosi di provare sin da ora l’icon set Suru potete farlo scaricando i relativi pacchetti dalla pagina GitHub del progetto. Dopodichè procedete aprendo il terminale nella cartella scaricata e date il seguente comando:
  • make install
Il tema verrà installato per l’utente locale in ~/.local/share/icons/

Per applicare il tema di icone Suru potete usare gnome-tweak-tool se siete su Ubuntu 17.10 oppure unity-tweak-tool se siete su Ubuntu 16.04 LTS.


Ubuntu Gnome

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                                                                                                                    Nicola Barboni

Strategie di siti famosi.

10 Strategie di siti famosi



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                                                                                                                    Nicola Barboni

Le novità di Ubuntu 17.10.


Ecco le novità di Ubuntu 17.10.

Oggi parleremo delle novità di Ubuntu 17.10, come abbiamo già sentito Ubuntu sta emigrando da Unity per passare a Gnome, quindi assomiglierà un po di più alla versione di Gnome.

Ma vediamo che novità ci saranno in questo nuova versione di Ubuntu, Intanto per incominciare avremo il Kernel della versione 4.13, dove potete scaricarla "Qui"

Ora vediamo nel sistema cosa ci propone: 

  • Supporto per Intel Cannonlake e Coffeelake ma anche per AMD Raven Ridge;
  • Il DMA mapping subsystem è stato ripensato da zero;
  • F2FS, UBIFS e Btrfs supporteranno statx;
  • EXT4 supporterà largedir;
  • Supporto per diverse architetture Power;
  • Supporto per HDMI 3D nei driver Nouveau;
  • Migliorie per thunderbolt;
  • Introdotto il supporto per il joypad Retrode2, per lo stick Razer Atrox Arcade e per la tastiera ASUS Zen AIO MD-5110.

Un altro aggiornamento importante riguarda GNOME Settings che aggiunge (nella versione 3.26.0-0ubuntu2 di gnome-control-center) una funzionalità utile per chi fa uso di stampanti ovvero la presenza del pulsante Additional Printer Settings che da accesso alle impostazioni avanzate della stampante con le proprietà di stampa (in pratica system-config-printer).

E ci sono anche delle novità che non essendo più supportata da Ubuntu la 32 bit, sarà supportata solo la versione da 64 bit e quindi sarà scaricabile solo per computer recenti, dove la 32 bit veniva usata e scaricata per le i computer un po datati.

Dal 30 settembre è finalmente a nostra a disposizione la finale beta di Ubuntu 17.10 Artful Aardvark, ci stiamo sempre più avvicinando al 19 ottobre dove scaricheremo, la versione ufficiale.

Ubuntu 17.10

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                                                                                                       Nicola Barboni

Come installare Deepin.


Ecco come installare Deepin.

Nell'articolo precedente abbiamo parlato di di questa distribuzione, dato che ci sonio stati dei grossi interessi da parte di molti utenti, oggi propongo come installarlo nel vostro PC o Notebook.

Incominciamo:

Intanto procediamo con un procedimento abbastanza semplice, scaricare l'ISO
dal sito ufficiale Deepin.

Se no andando in alto a destra sul mio blog e selezionare: Le iso da scaricare -> Deepin, dopo di che scaricate anche il programma Rufus dove ti permette di creare con una pennetta USB avviabile, dove la puoi installare al singolo pC o Notebook.

1) I requisiti minimi per Installare Deepin:

  • Una chiavetta USB da almeno 4GB (consigliati 8GB) o un DVD
  • Un’immagine .ISO 
  • Una partizione libera.

2) Avvia il dispositivo Bootable:

Una volta masterizzato il DVD o la USB è arrivato il momento di riavviare il computer e di inserire la chiavetta oppure il DVD all’interno del PC.

Quello che dovremo fare è effettuare il caricamento del supporto PRIMA dell’avvio del computer. Per questa operazione è necessario essere in grado di intercettare il BIOS al momento del caricamento del computer (solitamente rappresentato da una serie di lettere in bianco e nero a schermo oppure del logo produttore del computer/scheda madre), quindi indicare da quale dispositivo avviare il sistema.

Ci sono diversi modi per fare ciò, ti lascio una serie di guide da cui puoi intuire meglio come fare:
  • Modificare l’ordine del Boot su computer Windows/Linux
  • Modificare l’ordine del Boot su computer macOS/iMac/Macbook

Deepin

3) Configurare il sistema Operativo:

Attendendo qualche secondo dovrebbe comparire la Lingua della tua nazionalità.

Deepin

4) Creare l'utenza:


Deepin


5) Ed installarlo sul proprio disco dove alla fine comparirà questa immagine che vi dirà che l'installazione è completata.



Deepin

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                                                                                                       Nicola Barboni


Ecco a voi Deepin.


lo sviluppo di deepin:

deepin è stato sviluppato prevalentemente da Wuhan Deepin Technology Co., Ltd. ed utilizza, per impostazione predefinita, l'ambiente desktop Deepin Desktop Environment (DDE) 3.0, che è stato sviluppato usando la libreria multipiattaforma Qt;[9] Nel sistema sono inclusi altri applicativi tra cui Deepin Music Player, Deepin Movie, Deepin Store, l'emulatore CrossOver, la suite per l'ufficio proprietaria WPS Office e la piattaforma di videogiochi proprietaria Steam della Valve Corporation.

Come è nato:


Il sistema deepin proviene dal sistema Hiwix, versione 0.1 del 2004. Hiwix 0.1 è stato pubblicato la prima volta il 28 febbraio 2004 ed è una distribuzione Linux che ha una storia più lunga di quella di Ubuntu. Hiwix è stata la prima distribuzione Linux cinese basata su Debian. L'immagine ISO di Hiwix occupava meno di 300 MB. La distribuzione era originariamente basata su Morphix, ma successivamente, nel 2005, è stata riscritta basandosi su Debian, poi, nel 2010, su Ubuntu ed in seguito, nel 2015, su Debian (unstable).

Quando il sistema Hiwix è stato rinominato come Hiweed Linux, Linux Deepin e Deepin, l'ambiente desktop utilizzato di default è stato costantemente modificato. In passato sono stati usati gli ambienti desktop IceWM, Xfce, LXDE e GNOME (versioni 2 e 3, con DeepinGNOME) ma alla fine il team di sviluppo ha deciso di utilizzare un ambiente desktop sviluppato dallo stesso team, il Deepin Desktop Environment (DDE). Il sistema operativo da cui proviene deepin è cambiato nel corso del tempo, passando da Morphix a Debian e da Debian ad Ubuntu (che a sua volta è una derivata di Debian), fino all'attuale Debian (unstable).

Il team di sviluppo aggiorna periodicamente anche il software di base fornito con il sistema operativo e non solo l'ambiente desktop ed il kernel, al contrario della maggior parte delle altre distribuzioni derivate; le applicazioni fornite in bundle con il sistema sono stabili. In ordine cronologico, dal meno recente al più recente, sono stati pubblicati in sequenza i seguenti programmi: Deepin Store, Deepin Screenshot, Deepin Music Player, Deepin Movie, Deepin Desktop Environment, Deepin Terminal, Deepin Image Viewer, Deepin Game, Deepin Translator ed il Deepin Boot Maker.

Nel 2009 sono stati aggiunti al progetto alcuni tester e manutentori, conosciuti con gli pseudonimi "Snd", "ADM" e "Huahua". Nel 2011 il numero dei programmatori dedicati agli sviluppi è aumentato considerevolmente; il team è ora composto da circa trenta persone che lavorano assiduamente al progetto.

A partire da Linux Deepin 10.12, versione pubblicata il 31 dicembre 2010, la procedura d'installazione è stata arricchita dell'interfaccia grafica (GUI) proposta da Ubuntu. Il Deepin Media Player, successivamente rinominato in Deepin Music Player e DMusic, è stato aggiunto a partire dalla versione Linux Deepin 12.06, pubblicata il 17 luglio 2012. Nella versione Deepin 2014, basata su Ubuntu 14.04 LTS, il nome del sistema operativo è stato cambiato da "Linux Deepin" a "Deepin".

A partire dalla versione Deepin 2014.2, il sistema è stato dotato, gratuitamente, dell'emulatore CrossOver, predisposto per creare uno strato di compatibilità con i sistemi Microsoft Windows.

Da aprile 2015 è stato attivato il nuovo dominio internet deepin.org e sono stati predisposti settanta server mirror, locati in differenti continenti, per la distribuzione della documentazione e dei file binari di deepin.

Con la pubblicazione di deepin 2014.3, avvenuta il 28 aprile 2015, è stato aggiunto il supporto ai seguenti idiomi: arabo, danese, ebraico, greco, indonesiano, olandese, polacco, portoghese (Brasile), rumeno, slovacco, tedesco ed ungherese. Nella stessa versione il team di sviluppo di deepin ha reso più efficienti e stabili la Dock ed il Control Center; Il nome del sistema operativo è stato cambiato da "Deepin" a "deepin" (con la prima lettera in minuscolo).

Fino alla versione deepin 2014.3 la suite per l'ufficio proprietaria WPS Office era disponibile per il solo mercato cinese e tutte le altre versioni erano provviste di LibreOffice.

Il 6 maggio 2015 il programmatore Steve Ovens ha incluso il DDE nel repository del sistema operativo Antergos, consentendo agli utenti di installare il DDE direttamente dal repository software su un sistema operativo diverso da deepin e che non deriva né da deepin, né da Ubuntu o da Debian (Antergos è infatti una derivata del sistema indipendente Arch Linux).

Con la pubblicazione di deepin 15, avvenuta il 31 dicembre 2015, è stato aggiunto il supporto ai seguenti idiomi: svedese, croato, bulgaro, spagnolo (dell'America Latina), finlandese, hindi (dell'India), malese, ucraino, coreano e giapponese. Il 31 dicembre 2015 è iniziata la collaborazione tra Intel Corporation (la più grande azienda multinazionale produttrice di dispositivi a semiconduttore - microprocessori, dispositivi di memoria, circuiti di supporto alle telecomunicazioni e alle applicazioni informatiche - ) e gli sviluppatori del progetto deepin.[8] deepin 15 supporta la migrazione delle Web App esistenti in deepin attraverso il progetto Crosswalk di Intel.

I suoni di sistema, solo per questa versione, sono stati creati dal produttore musicale cinese Shen Huibin.

Il kernel Linux 4.2.0.1 è in versione stabile e migliora il supporto AMDGPU per le schede AMD della serie 4000, Radeon R9 285 Tonga e APU Carrizo, introduce il supporto per le CPU Intel Skylake, aggiunge il supporto UEFI ESRT, il Navigation Controller della Sony PlayStation 4, il Motion Controller della Sony PlayStation 3 ed il mouse Logitech M560.

Con la pubblicazione di deepin 15.1, avvenuta il 29 gennaio 2016, è stata aggiunta la piattaforma di videogiochi proprietaria Steam della Valve Corporation.

La versione 15.1.1, pubblicata il 9 marzo 2016, corregge la visualizzazione delle icone sulla scrivania, un problema che interrompeva l'esecuzione fluente del Launcher ed un problema che impediva il funzionamento consueto della funzionalità di Smart hide.

La versione 15.2, pubblicata il 1 giugno 2016, introduce numerose novità, tra le quali una nuova interfaccia del launcher e miglioramenti della visualizzazione del desktop, Kernel 4.4 LTS ottimizzato e ricompilato dal deepin kernel team, una nuova versione di Crossover 15 preinstallata e nuovi software di default, l'Assistente Remoto ora applicazione indipendente, meglio integrata con il sistema, ottimizzazioni nel Deepin Control Center e del window manager, aggiornamenti di vari pacchetti e bugfix.

Il 13 settembre 2016 è pubblicata la versione 15.3, la quale aggiorna i programmi pre-installati, introduce una system tray ottimizzata e personalizzabile nelle dimensioni, una nuova dock impostabile in interfaccia fashion o efficient, con possibilità di modificarne il posizionamento e la dimensione delle icone. Sono presenti nuovi wallpaper predefiniti, e cliccando sul desktop è possibile cambiare lo sfondo come la schermata di login.

A partire dalla versione 15.4 non è più liberamente scaricabile per sistemi a 32-bit.

Allora non resta che Installarlo.

Deepin
  
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                                                                                                       Nicola Barboni

Velocizzare Archlinux.


Come velocizzare Archlinux l'avvio.

E' una distribuzione GNU/Linux con architettura x86-64, creata da Judd Vinet secondo la filosofia KISS (Keep It Simple, Stupid). Inizialmente ispirata a CRUX Linux, è conosciuta per essere leggera, veloce, estremamente scalabile e adattabile alle proprie esigenze.

Ecco come velocizzarlo:

Readahead è una raccolta di strumenti che pre-caricano file durante il processo di boot per accelerare l’avvio del sistema operativo. Attivando quindi Readahead con systemd andremo a velocizzare l’avvio di Arch Linux e derivate, il tutto logicamente in relazione alla versione del kernel e al tipo di disco rigido presente nel nostro sistema.

Bisogna attivare Readaheadin in Arch Linux con questo comando:

Sudo systemctl enable systemd - readahead - collect systemd - readahead - replay

Bisogna riavviare 2 massimo 3 volte per ottene un buon miglioramento.

Possimo anche velocizzare l'accesso del disco, attivando HDPARM:

Vediamo come installarlo e configurarlo:

sudo pacman -S hdparm

Installarlo con questo comando:

sudo install hdparm

Questo punto controllate a che valore è impostato l’APM:

sudo hdparm -B /dev/sda

Dove andremo a modificare /dev/sda inserendo il percorso del proprio disco, quindi andremo a mettere solo /dev/sda, /dev/sdb, /dev/hda, ecc…

Prima di applicare le modifiche possiamo modificarla per migliorarla quindi digitate:

sudo hdparm -B 255 /dev/sda

dove al posto di 255 metterete il valore che preferite, quindi se mettete 1, il disco farà riposare il più spesso possibile la testina, mentre se impostate a 255, l’APM verrà disattivato e quindi la testina non verrà mai parcheggiata (io consiglio di mettere 254, ma voi mettete quello che preferite).

Quando avete aggiunto il valore che vi aggrada di più, inserite questo comando
come regola di udev:

/etc/hdparm.conf

e cerchiamo la seguente stringa:

#apm = 255


In alternativa possiamo velocizzare il tutto con una SSD.

Archlinux

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                                                                                                       Nicola Barboni


Come velocizzare Linux Mint.


Ecco come velocizzarlo Linux Mint.


Linux Mint è una distribuzione GNU/Linux per personal computer, nota per la sua facilità d'uso e per la sua semplicità di installazione. È basata su Ubuntu (a sua volta basata su Debian) e usa sia repository propri sia quelli di Ubuntu.

Vediamo come Velocizzarlo:

Intanto cerchiamo di Utilizzare solo la Ram diminuendo la swap, apriamo il terminale e digita:

sudo gedit /etc/sysctl.conf


Naturalmente aprirà un Editor di testo dove in fondo ci aggiungeremo:

vm.swappiness=10

E poi salvarlo.

Naturalmente questa procedura viene usata per i PC o Portatili con 1 massimo 2 GB di ram.

La RAM infatti è molto più veloce di un disco rigido ed è conveniente lasciare che la RAM gestisca la maggior parte dei processi per questo motivo noi cerchiamo di diminuire la swap.

Se invece abbiamo sempre un PC o Portatile, con una ram pari ad 8 GB o di più, si puo’ anche azzardare un valore = 0cosi possiamo usare completamente la ram.

In alternativa:

Possiamo comprare anche una SSD che cosa sarebbe:

E' un unità a stato solido o disco a stato solido (in sigla SSD dal corrispondente termine inglese solid-state drive) è una tipologia di dispositivo di memoria di massa basata su semiconduttore, che utilizza memoria allo stato solido (in particolare memoria flash) per l'archiviazione dei dati, anziché supporti di tipo magnetico come nel caso dell'hard disk classico.

Ecco alcuni modelli:

SamDisk

Samsung 750 EVO

KingDian S280

Ci sono tanti altri tipi di modelli di queste SSD.

Linux Mint

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                                                                                                       Nicola Barboni



Marco Montemagno.

Marco Montemagno. 


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                                                                                                       Nicola Barboni

Come velocizzare Opensuse.


Ecco come velocizzare Opensuse.

In questo articolo parleremo di velocizzare Opensuse, come procedere?:

Un metodo veloce e semplice da utilizzare è la SSD, con questo non ci dovrebbero essere molti problemi per quanto riguarda la velocità.

Con la SSD su Opensuse possiamo ottimizzarla vediamo come fare su Ext4:

Intanto dato che ci sono troppi log, spostiamo il robe nella tmpfs:

vi /etc/fstab

Per di più aggiungiamo:

discard,noatime,nodiratime

nella partizione ext4 dove venga in modo di questo tipo:

/dev/disk/by-id/ata-SATA_SSD_2266071C084B00008221-part1 / ext4 acl,user_xattr,discard,noatime,nodiratime 1 1

procediamo sotto:

tmpfs /tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
tmpfs /var/spool tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
tmpfs /var/tmp tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0
tmpfs /var/log tmpfs defaults,noatime,mode=1777 0 0

adesso tocca modificare il rc.local, che in opensuse viene chiamato:

/etc/init.d/boot.local
vi /etc/init.d/boot.local


dove viene ad ricreare le stesse directory di /var/log sennò viene bloccata il logging.

ed aggiungere:

for dir in ConsoleKit YaST2 cups hp journal krb5 news samba zypp ; do
if [ ! -e /var/log/$dir ] ; then
mkdir /var/log/$dir
fi
done 


In pratica editare grub (con Yast) ed aggiungere, dopo lo plash=silent quiet showopts anche

elevator=noop


con questo procedimento dovrebbe andare già bene.

O se no procedere: yast2-impostazioni-kernel. Passare al tab "impostazioni kernel" e al pianificatore globale impostare "noop".

Se no potete anche creare una RamDisk come fare:

Intano apriamo il tmpfs ed uinserire:

mkdir /ramdisk
mount -t tmpfs none /ramdisk -o size=256m


Con questo procedimento avremo installato la Ramdiske funziona anche per i log.

Ricordiamoci che l'attivazione del trim che riguarda la SSD, su  molte distribuzioni è automatica.

Per finire se vogliamo vedere il rilascio Leap della distribuzione Opensuse consultare il sito:Annuncio Rilascio

Questo è il quanto spero che vi sia stato utile a voi utenti.


Opensuse 
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                                                                                                       Nicola Barboni

Come installare e velocizzare Opensuse.


Ecco come installare e velocizzare Opensuse.

In questo articolo parleremo di come Installare e Velocizzare questa distribuzione, vediamo come procedere:

Intano scarichiamo la "ISO" da questo sito: Opensuse

scegliere quale Opensuse stai usando:

Opensuse 42.2
Opensuse 42.1
Opensuse 42

Ed ora inserirla nell'apposita chiavetta che naturalmente trovate la guida qui: Chiavetta USB

Come velocizzare il KDE: 

Per prima cosa impostiamo il nostro KDE dove richiede il minimo ed indispensabile della nostra CPU per farlo dal menu andiamo in Impostazioni di Sistema e andiamo in Aspetto delle Applicazioni e in Stile scegliamo la scheda Regolazione Fine e impostiamo in Alta risoluzione e scarso uso della CPU oppure meglio ancora Bassa risoluzione e scarso uso della CPU e clicchiamo su Applica. In questa maniera Plasma non andrà a caricare troppo la nostra CPU.

Togliere anche gli effetti

Ora andiamo a togliere alcuni Effetti che possono rallentarci il nostro ambiente desktop per farlo sempre da Impostazioni di Sistema andiamo in Effetti del Desktop e andiamo sulla scheda Tutti gli effetti e da li togliamo la spunta sopratutto su Sfocatura (avremo meno trasparenze nelle finestre del nostro Pannello ma guadagneremo in velocità) e Miniature sulla Barra delle Applicazioni e poi anche ad altri effetti che non utilizziamo, al termine clicchiamo su Applica per confermare le modifiche.

Nepomuc:

Su KDE è attivo di default Nepomuk il quale ci permette di effettuare ricerche dettagliate nel nostro pc, se non utilizziamo questa funzionalità possiamo disattivarlo per farlo sempre da Impostazioni di Sistema andiamo in Ricerca Desktop e togliamo la spinta su Desktop Semantico Nepomuk e clicchiamo su Applica

Avere la sessione vuota per ogni avvio:

Per velocizzare KDE sopratutto all’avvio è utile avere una sessione vuota per ogni avvio per farlo andiamo in Avvio e Spegnimento e da Gestione di sessione clicchiamo su All’accesso avvia una sessione vuota e clicchiamo su Applica per confermare.

in pratica dovrebbe essere già ad un buon punto, per installare e velocizzare la nostra distribuzione e nel prossimo articolo parleremo nel dettaglio di Opensuse e come velocizzarlo.


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                                                                                                       Nicola Barboni

Metodi moderni per velocizzare Debian.


Metodi moderni per velocizzare Debian.

Questo articolo parlerà di metodi un po moderni per velocizzare questa distribuzione, vediamo cosa ho fatto:

per prima cosa si può tranquillamente compra una SSD sarebbe un metodo veloce e facile da usare, una buona SSD sarebbe: Samsung 850 Pro 512 GB al prezzo di 239,40€, se no la SSD: Samsung 850 Pro 128 GB al prezzo di 149,67€, con queste non ci dovrebbero essere grossi problemi.

Possiamo fare gli stessi procedimenti che si fatto con Ubuntu dove, ho gia postato un articolo dove diminuisci la Swap ed usi la Zram, se no possiamo usare: Ulatencyd per velocizzare la nostra distribuzione ecco come installarla apriamo sempre il terminale:

1) apt-get install ulatency ulatencyd

Al termine dell’installazione basta riavviare ed avremo attivo di default Ulatencyd. Il tool include anche un collegamento nel pannello che ci consente di passare alla modalità “game” con maggiori performance a quella desktop.

2) ulatency -gui

per avviare il collegamento nel pannello di Ulatencyd all’avvio basta andare in applicazioni d’avvio cliccare su aggiungi e in comando inserire ulatency-gui e salviamo il tutto.

Possiamo anche usare anche Preload aprite il terminale:

1) apt-get install preload

Ed anche Readahead aprite il terminale:

2) apt-get install readahead

3) nano /etc/default/grub

4) Ed inserire init=/sbin/readahead-collector

5) Salvare il file con Ctrl+x e poi s.

6) per aggiornare il grub: update-grub

7) per configurare readahead: nano /etc/readahead.conf


Questo è il tutto per quanto riguarda Debian, come velocizzarlo spero che sia stata utile come guida.  
Debian

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                                                                                                       Nicola Barboni

Ecco come velocizzare Debian.


Ecco come velocizzare Debian.

In questo articolo parleremo di come rendere Debian più veloce e reattivo usando meno le risorse, vediamo come procedere:

Queste ottimizzazioni sono relative all'uso del PC in generale e sono diverse da PC a PC.

Prendere il manuale del proprio BIOS e i manuali dei componenti del proprio PC: hard disk, RAM, … (o se non avete i manuali cercare le caratteristiche su internet … o andare a tentativi se si sa cosa si sta facendo).

Cercare di ottimizzare i valori per ottenere migliori prestazioni, soprattutto di accesso alla RAM e attivazione del DMA su disco.

È consigliabile evitare di modificare la velocità della propria CPU perché questo può diminuire la vita del proprio processore … usando il sistema GNU/Linux è possibile benissimo riuscire ad usare il proprio computer per molti anni senza la necessità di continui upgarde dell'hardware.

Le modifiche qui apportate hanno effetto immediato e sono permanenti.

1) ram i numero dei terminali:

Il file /etc/inittab contiene alcune inizializzazioni del proprio sistema.

Per diminuire la quantità di RAM utilizzata è possibile non far caricare alcune console all'avvio (sono quelle che si possono accedere con le combinazioni di tasti Ctrl-Altr-F[1-6]. Normalmente avere due console, al posto di 6, è più che sufficiente.

Commentare nel file /etc/inittab le seguenti righe:

#3:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty3 #4:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty4 #5:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty5 #6:23:respawn:/sbin/getty 38400 tty6

Questa modifica fa risparmiare una piccola quantità di RAM.

La modifica ha effetto dal prossimo riavvio della macchina e sono permanenti.

2) L'Architettura i386:

Installare una versione 2.6 (se si ha ancora una 2.4) di Linux.

Se si è installata la versione 2.6 e si sta utilizzando un'architettura hardware i386, allora installare il pacchetto "libc6-i686".

# apt-get install libc6-i686

Questa pacchetto permette di aumentare, in alcuni casi, le prestazioni del proprio PC del 40-60% (ad esempio nell'avvio di OpenOffice.org). Naturalmente i miglioramenti ci sono per i pacchetti che usano le libc6 e nei momenti in cui queste librerie sono utilizzate.

Questo pacchetto può essere indicato come da rimuovere da utility che cercano di eliminare pacchetti senza dipendenze. Infatti non esiste nessun pacchetto che dipende dalle libc6-i686, vengono utilizzate se sono installate, altrimenti sono usate le libc6.

Per evitare che questo accada bisogna scrivere il nome del pacchetto in /var/lib/deborphan/keep:

# echo 'libc6-i686' >> /var/lib/deborphan/keep

Queste modifiche hanno effetto immediato e sono permanenti.

Se si è installata una versione 2.6 di Linux su architettura hardware i386, allora conviene installare anche libgl1-mesa-swx11-i686 per avere le librerie mesa ottimizzate.

# apt-get install libgl1-mesa-swx11-i686 # echo 'libgl1-mesa-swx11-i686' >> /var/lib/deborphan/keep

3) Procedimento Linux per la propria CPU:


Ricordarsi di installare una versione per la propria architettura hardware e per la propria CPU. Per sapere che CPU si ha:

$ cat /proc/cpuinfo

si otterrà qualcosa del genere:

[...] vendor_id : AuthenticAMD [...] model name : AMD Athlon(tm) Processor [...]

Da cui si vede il tipo di CPU e il modello.

Cercare la versione di Linux da installare:


$ apt-cache search linux-image-2.6 | grep linux-image-2.6-Si otterrà qualcosa del genere:


linux-image-2.6-486 - Linux 2.6 image on x86 linux-image-2.6-686 - Linux 2.6 image on PPro/Celeron/PII/PIII/P4 linux-image-2.6-686-bigmem - Linux 2.6 image on PPro/Celeron/PII/PIII/P4 linux-image-2.6-amd64 - Linux 2.6 image on AMD64 linux-image-2.6-k7 - Linux 2.6 image on AMD K7 linux-image-2.6-vserver-686 - Linux 2.6 image on PPro/Celeron/PII/PIII/P4 linux-image-2.6-vserver-k7 - Linux 2.6 image on AMD K7

 
Se non si è sicuri di quale pacchetto installare eseguire il seguente comando su ognuno dei pacchetti ritornati dal comando precedente.

Facciamo un esempio:

$ apt-cache show linux-image-2.6-k7

si otterrà qualcosa del genere:

[...]
Description: Linux 2.6 image on AMD K7 This package depends on the latest binary image for Linux kernel 2.6 on 32bit AMD Duron/Athlon/AthlonXP machines. [...]

Da cui si può vedere che è quello corretto per il processore posseduto (nell'esempio naturalmente).

Nota: il pacchetto qui indicato è un metapacchetto che permetterà di installare in automatico (con apt-get -u upgrade) le nuovi versioni di Linux per il proprio processore appena sono disponibili sui repository.

Queste modifiche hanno effetto dal prossimo riavvio della macchina e sono permanenti.


4) La Swap

Lo swap è quella parte di disco fisso utilizzata come memoria virtuale dal proprio sistema operativo. È bene sempre avere uno swap anche se si dispone di molta RAM. Se si sta utilizzando un portatile, allora lo swap è utilizzato anche per operazioni come l'hybernate.

Le operazioni possibili sullo swap per aumentare le prestazioni:
usare una partizione apposita per lo swap al posto di un file sul filesystem
se si possiedono più dischi, allora posizionare lo swap sul disco più veloce
se si possiedono più dischi con velocità circa uguali, allora posizionare lo swap sul disco meno utilizzato
far diminuire al sistema l'uso dello swap se vi è ancora RAM libera:

- verificare il contenuto di swappiness:
$ cat /proc/sys/vm/swappiness
- immettere un valore basso (più è basso e minore è la tendenza all'uso dello swap):
# sysctl -w vm.swappiness=10
- rendere la modifica automatica ad ogni avvio:
$ vi /etc/sysctl.conf
- aggiungere/modificare la seguente riga:
vm.swappiness=10


Nota: un valore basso di swappiness è consigliabile per chi ha normalmente un tot di RAM libera che non utilizza (questo impedisce che programmi non usati per un po' finiscano sullo swap rendendo così più veloce loro ripristino); mentre se si utilizza pesantemente la RAM e si normalmente poca memoria libera, allora può essere consigliato utilizzare un valore alto (questo permette di liberare della RAM e permettere il caricamento di qualcosa di nuovo più velocemente).

Le operazioni possibili sullo swap per diminuire l'uso di risorse:
usare il pacchetto "swapd" per creare swap dinamici: vengono creati dei file appositi quando servono direttamente sul filesystem e rimossi appena non servono più. Questo permette un risparmio di spazio su disco fisso

Queste modifiche hanno effetto immediato e sono permanenti (vm.swappiness è permanente se viene salvato su /etc/sysctl.conf).

5) Inserire i parametri ne HD:


Questa parte non funziona sui dischi SCASI e SATA, ma solo sui "vecchi" hard disk.

State Attento:
ci sono alcuni modelli di hard disk che a causa di bug nel loro firmware/hardware non supportano tutte le opzioni, questo potrebbe causare il non corretto funzionamento dell'hard disk (lettura/scrittura dati) o addirittura diminuirne la durata (ad esempio per il risparmio energetico, vedere più avanti). Leggere bene la documentazione.

Nei sorgenti di Linux è presente un file con l'indicazione di alcuni chipset (CMD640, RZ1000, …) che hanno errori di progettazione e per i quali non bisogna attivare alcune opzioni con hdparm: /usr/src/linux/Documentation/ide.txt


Installare il pacchetto hdparm # apt-get install hdparm


Con questo pacchetto è possibile controllare le caratteristiche del proprio hard disk e modificare alcuni parametri.

Nota: per poter effettuare dei test accurati è consigliato terminare tutto ciò che non serve: programmi e demoni. Questo per evitare che i test di velocità siano invalidati da altre operazioni di scrittura su disco.

Visualizzare tutti gli hard disk presenti (attualmente attivi) $ grep "/dev" /etc/fstab

di solito gli hard disk sono i device /dev/hdXY o /dev/sdXY, dove X è una lettera e Y un numero. Quello che interessa a noi è la stringa /dev/hdX o /dev/sdX (cioè non considerando la parte numerica Y).
Per semplicità negli esempi seguenti si utilizzerà /dev/hdX

Leggersi il manuale di hdparm per saperne di più sui comandi che seguiranno: $ man hdparm

Le operazioni qui sotto elencate vanno eseguite per ogni hard disk posseduto.
Lettura dei valori attuali dell'hard disk

Prima di tutto vediamo le opzioni attivate/disattivate sul nostro hard disk: # hdparm -v /dev/hdX

Qui viene mostrato un possibile risultato di tale comando: /dev/hdX: multcount = 0 (off) IO_support = 0 (default 16-bit) unmaskirq = 0 (off) using_dma = 0 (off) keepsettings = 0 (off) readonly = 0 (off) readahead = 256 (on) geometry = 65535/16/63, sectors = 156355584, start = 0

Un altro comando per recuperare le informazioni del proprio hard disk è: 


# hdparm -i /dev/hdX

In pratica dovrebbe andare già bene cosi per velocizzare la vostra distribuzione Debian.

Velocizzare Debian
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                                                                                                       Nicola Barboni

Come installare Debian.


Come installare Debian.

Guida di come installare Debian vediamo come procedere:

Naturalmente per scaricare la iso bisogna andare in questo sito: Debian ed usare sempre il programma "Rufus" per inserirlo su una pennina, naturalmente ci sono altri metodi, facciamo un passo alla volta.

1) Attualmente la versione quella stable di Debian supporta dieci diverse architetture:
  1. PC a 32 bit («i386»)
  2. PC a 64 bit («amd64»)
  3. ARM a 64 bit («arm64»)
  4. ARM EABI («armel»)
  5. ARMv7 EABI hard-float ABI («armhf»)
  6. PowerPC a 64-bit («pc64el» (little-endian))
  7. MIPS («mips» (big-endian) e «mipsel» (little-endian))
  8. MIPS a 64 bit («mips64el» (little-endian))
  9. IBM System z («s390x»)
Esistono, inoltre, particolari immagini .iso "multi-arch" che permettono l'installazione sia per l'architettura "i386" che per "amd64".

Nessun'altra distribuzione offre così tante possibilità di installazione, adattabili davvero ad ogni esigenza e soprattutto ad ogni peculiarità hardware.
Prima di scegliere l'immagine da utilizzare per l'installazione, è necessario considerare diversi fattori:  
  • versione di Debian
  • possibilità di accesso alla rete
  • tempo e/o banda di download
  • disponibilità dei supporti adatti a contenere l'immagine
questi fattori sono da tenere bene in conto quando si deve decidere quale immagine scaricare. La seguente guida cercherà di descrivere tutti i metodi d'installazione illustrandone le rispettive caratteristiche.

Tutti i seguenti metodi d'installazione fanno riferimento a Debian stable, se si volesse installare Debian testing o Debian unstable (Sid) leggere la sezione "Altre versioni".

Per maggiori approfondimenti si legga la guida all'installzione di Debian. 

I metodi di installazione:
  
2) Netinst:

Tramite netinst (net installation) è possibile installare Debian scaricando un'immagine di circa 160-380 MB (le dimensioni variano in base all'architettura scelta)

La netinst contiene solo l'installer e una quantità molto ridotta di pacchetti, costituenti il sistema base, che permettono di scaricare i pacchetti rimanenti via Rete.
Poiché l'installazione con l'immagine netinst permette di scaricare solo i pacchetti che si è scelto di installare, essa rappresenta un metodo molto efficiente di installazione in termini di tempo e di banda di download.

Questo rappresenta il metodo consigliato di installazione.
Download delle immagini netinst:
  • via HTTPS
  • via BitTorrent
  • via Jigdo
Tutte le immagini netinst sono masterizzabili su CD, su DVD oppure possono essere utilizzate per avviare il processo di installazione da pendrive USB o da SD card.

3) CD-ROM:


A partire da Debian 9.x ("Stretch") non vengono più creati set completi di CD-ROM per l'installazione. Le sole eccezioni riguardano le immagini "netinst" e "mini.iso" (entrambe masterizzabili su CD-ROM), l'immagine CD-ROM per l'installazione di Xfce e um'immagine "mac" per Mac Mini di Apple.
Utilizzare i DVD se si desidera installare un sistema Debian a partire da supporti che già comprendono altri ambienti desktop.
Dopo la masterizzazione dell'immagine, assicurarsi che il lettore CD-ROM sia la prima periferica di boot.

4) Download delle immagini CD:
  • via BitTorrent (raccomandato, ma disponibile solo per Debian stable)
  • via Jigdo (disponibile per Debian stable e testing)
  • via HTTPS  (sconsigliato)
Tutte le precedenti immagini possono anche essere utilizzate per avviare il processo di installazione da pendrive USB o da SD card.

5) DVD: 

È necessario scaricare almeno l'immagine del primo DVD relativa alla propria architettura, masterizzarla e poi avviarla, assicurandosi che nella configurazione del BIOS il lettore DVD sia la prima periferica di boot. Se si scaricano e si masterizzano una o più immagini di DVD aggiuntivi, è possibile (ovviamente) installare anche tutto il software aggiuntivo presente nelle altre immagini.
Durante l'installazione verrà presentato un menù attraverso cui è possibile scegliere uno (o anche più di uno) Desktop Environment (KDE, GNOME, LXDE, Xfce, Cinnamon, MATE) da installare.
Le immagini possono essere scaricate tramite HTTPS, BitTorrent o Jigdo.
Se possibile, è raccomandato utilizzare i file .torrent o almeno Jigdo per gravare il meno possibile sui server di Debian.
Download delle immagini DVD:
  • via BitTorrent (raccomandato, ma disponibile solo per Debian stable)
  • via Jigdo (disponibile per Debian stable e testing)
  • via HTTPS (sconsigliato)
Tutte le immagini DVD sono masterizzabili sul supporto relativo oppure possono essere utilizzate per avviare il processo di installazione da pendrive USB o da SD card.

6) Blu-ray:

Le immagini Blu-ray di Stretch, sia single-layer (bd) che double-layer (dlbd), sono disponibili per il download solo attraverso Jigdo e, attualmente, sono state create per due sole architetture, i386 e amd64, oltre ad un'immagine contenente i pacchetti sorgente.

Questo il link da cui poter scaricare le immagini Blu-ray tramite Jigdo.

7) Mini.iso:

La "mini.iso" è attualmente l'immagine più piccola disponibile per permettere l'installazione di Debian. Questa immagine è stata pensata per il network boot ma è perfettamente funzionante anche se avviata da altri dispositivi. A differenza della netinst, l'immagine "mini.iso" contiene solo l'installer necessario ad avviare il sistema, tutto il restante software viene scaricato dalla Rete.
Per il download della "mini.iso" bisogna innanzitutto spostarsi in questa pagina e poi, nella sezione "Network Boot", scegliere la propria architettura e spostarsi nella directory "netboot".
L'immagine mini.iso può essere masterizzata su CD o essere utilizzata per avviare il processo di installazione da pendrive USB o da SD card.

8) Floppy disk: 

A partire dal kernel 2.6.24, la capienza dei floppy disk non è più sufficiente a contenere i file necessari all'avvio del processo d'installazione.
Per poter installare Debian è quindi necessario far ricorso ad altri metodi d'installazione.

9) Dispositivo USB o scheda SD:


Se non si dispone di un lettore CD o DVD (come accade per i netbook o per molti server), è possibile installare Debian partendo da un dispositivo USB o da una SD card, purché il sistema lo consenta.
Tramite tali dispositivi è possibile utilizzare tutte le immagini per DVD, CD (immagine per l'installazione di Xfce), netinst o mini.iso

Per una guida su come preparare un dispositivo USB o una SD card per avviare l'installazione di Debian, leggere questa pagina.

10) TFTP da rete:
Se la propria macchina è connessa a una rete locale, allora è possibile avviare il processo d'installazione accedendovi da remoto e facendo il boot automaticamente via rete (utile per installazioni contemporanee su decine di macchine).
Consultare la pagina di manuale per la preparazione dei file per l'avvio TFTP da rete.

11) Immagini .iso da hard disk: 

Questo metodo consente di installare Debian partendo da un'immagine .iso precedentemente salvata in una cartella del proprio hard disk.
Qui è possibile leggere la guida che illustra questo procedimento: Installare Debian da hard disk
 
Spero che questa guida sia stata utile per tutti voi.



Debian




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                                                                                                       Nicola Barboni