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IN QUESTO BLOG PARLEREMO DI TUTTE LE DISTRIBUZIONI LINUX E LE LORO CARATTERISTICHE, GRAZIE E BUONA PERMANENZA!!!

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25 gennaio 2018

Le distribuzioni Linux migliori.

Ecco le distribuzioni migliori

In questo articolo parleremo delle distribuzioni che per me sono le migliori e che preferisco di più, dove naturalmente ognuno di noi ha propri pareri o preferenze, però secondo me in questo elenco che vi presenterò ci saranno distribuzioni note a tutti, indipendentemente dall'ordine che gli ho dato.

iniziamo questo elenco:

1) Linux Mint.

Nel panorama Desktop Linux è sicuramente difficile da integrare: tra codec e tecnologie proprietarie, sono poche quelle distribuzioni che riescono a dare all'utente finale completezza e semplicità d'utilizzo in pochi click.

Fortunatamente esiste Linux Mint, distribuzione nata ispirandosi ad Ubuntu che grazie a un Desktop Manager veloce e poco invasivo, una community davvero enorme e l'ottima integrazione di installer one-click, rende facile il passaggio per gli utenti Windows e OSX nel favoloso mondo opensource del pinguino, tanto da fornire il Migration Assistant che permette di importare segnalibri, sfondi e diverse impostazioni da una pre-installazione di Windows.

2) Arch Linux.

Nel mondo delle rolling-release Arch Linux è semplicemente imbattibile. E' una grande distro, di quelle consigliate a chi vuole imparare tutto del mondo GNU/Linux; sicuramente non è dedicata ai principianti, soprattutto per chi non ha mai avuto modo di "giocare" con il pinguino. Ma è personalizzabile come nessun'altra, si possono scegliere tutti i tool da installare (e quando dico tutti dico proprio TUTTI), compreso il DE (ed è questo il motivo per cui non c'è un voto in Design).

La Wiki è qualcosa di pazzesco, davvero intuitiva e semplice da seguire (sia in italiano che in inglese), il repository AUR è uno dei più ampi del settore e permette di avere qualunque software presente in "qualunque" distribuzione GNU/Linux.

3) Elementary OS.

La maggior parte delle distribuzioni GNU/Linux si focalizza su aspetti come prestazioni, parco software e via dicendo. eOS è una distro che invece punta ad essere bella ma talmente bella che out-of-the-box da filo da torcere ai design di Apple. Arriva con un DE proprietario, una dock decisamente più prestante e decisamente in linea con il design rispetto alla concorrenza.

Essendo una distro "su misura" anche le prestazioni sono accettabilissime: riesce a girare comodamente in 1GB di RAM e una CPU Core 2 Duo di 1a generazione.

4) Ubuntu Mate.


Come per la maggior parte delle distribuzioni GNU/Linux la scelta è sicuramente soggettiva. Ubuntu MATE è una distribuzione leggera, poco esosa di risorse (tanto da entrare in un Raspberry Pi2) ma comunque compatibile con la maggior parte dei notebook in circolazione: questo permette di sfruttare appieno le poche risorse che i notebook hanno e di utilizzare Ubuntu come distribuzione madre (con tutti i pregi e i difetti del caso).

Sicuramente il miglior fork di Ubuntu fino ad oggi per design/prestazioni, altamente configurabile e facile da usare come ogni Ubuntu in circolazione.

5) Lubuntu.


Altra distribuzione Ubuntu-based, la sua forza risiede in una community eccellente, una montagna di guide e grazie a LXDE abbiamo un desktop dannatamente veloce, forse il più veloce senza rinunciare a qualche piccola chicca grafica.

6) Snappy Ubuntu Core.


Prendete Ubuntu, toglieteci tutto il superfluo e adattatelo per l'Internet of Things. Ecco a voi Snappy Ubuntu Core, fork di Ubuntu adatto per tutto il mercato smart di nuova generazione (come routers, macchine per il caffè, frigoriferi, droni e via dicendo). E' una distribuzione davvero interessante, adattabile ad ogni esigenza e ovviamente ligh.

7) Ubuntu.


E' un sistema operativo nato nel 2004, focalizzato sulla facilità di utilizzo.

È prevalentemente composto da software libero proveniente dal ramo unstable di Debian GNU/Linux, ma contiene anche software proprietario, ed è distribuito liberamente con licenza GNU GPL.

È orientato all'utilizzo sui computer desktop, ma presenta delle varianti per server, tablet, smartphone e dispositivi IoT, ponendo grande attenzione al supporto hardware.

8) Steam OS.


Grazie all'arrivo delle Steam Machine, il mondo Linux ha finalmente un alleato nel mondo del gaming. Una versione ottimizzata di Linux permette di sfruttare la propria macchina e di integrarla all'ecosistema di Valve senza troppe preoccupazioni.

L'unico limite è la natività dei giochi presenti sul mercato e solo fra qualche mese sapremo se la scommessa di Steam OS può reputarsi vinta.

9) Tails.


Nell'era del grande fratello in web aveva veramente bisogno di una distribuzione sicura e Tails lo fa davvero bene.

Proteggere la propria privacy è l'obiettivo primario di Tails che offre strumenti per navigare all'insaputa di governi e agenzie di sorveglianza mondiali, tanto da essere il principale obiettivo dell'NSA di volerne scardinare le chiavi d'accesso.

10) Debian.


E' un sistema operativo multi-architettura per computer, composto interamente da software libero.

In esso, tuttavia, può essere incluso nativamente sia software proprietario gratuito, sia software basato su codice non libero mediante l'utilizzo di appositi repository, denominati non-free.

Debian si descrive come «il sistema operativo universale» riferendosi alla collaborazione di volontari da ogni parte del mondo aderenti al Debian Project e alla distribuzione di oltre 56 000 pacchetti, fornendo programmi general purpose pre-compilati nativamente per ogni architettura prevista dal progetto, organizzati per facilitarne l'installazione, l'aggiornamento, l'utilizzo e la gestione.

La sua forma più diffusa è Debian GNU/Linux, così denominata perché utilizza al suo interno programmi di utilità provenienti dal sistema operativo GNU e utilizzando Linux come kernel.

Il nome Debian è stato coniato dal fondatore del progetto, Ian Murdock, unendo il proprio nome con le prime tre lettere di quello della sua fidanzata (poi ex-moglie) Debra.

11) CentOS.


E' un sistema operativo concepito per fornire una piattaforma di classe enterprise per chiunque intenda utilizzare GNU/Linux per usi professionali. Si tratta di una distribuzione Linux che deriva da Red Hat Enterprise Linux con cui cerca di essere completamente compatibile.

Pur installabile su architetture desktop, è un sistema concepito, sviluppato e utilizzato per gli ambienti server. In fase di setup, tra le diverse opzioni si accede a quella di selezione del "package" (set di installazione) adatto per lo specifico utilizzo.

12) Gentoo.


prima di descrivertela, ti anticipo subito che per usare Gentoo Linux devi essere davvero un esperto. Se ti senti abbastanza coraggioso per farlo, sappi che dovrai usare i file presenti sul DVD o sulla chiavetta USB per crearti da solo un ambiente di installazione.

Una volta fatto ciò, potrai procedere a copiare e compilare i file necessari per il funzionamento del sistema, senza poter usare finestre e mouse: dovrai fare tutto dal terminale Linux.

13) Open SUSE.

questa distro nasce come traduzione tedesca della complicatissima Slackware, ma nel tempo è stata cambiata e forgiata con in mente la semplicità d’uso. Ciò significa che è possibile usarla anche senza essere un esperto.

14) Mageia.


si tratta di una distribuzione Linux basata sul codice di un’altra distro molto semplice, che però oggi non esiste più: Mandriva Linux. Mageia è semplice da installare e da configurare.

15) Gecko Linux.

GeckoLinux è una derivata di OpenSUSE dove è disponibile alla versione Tumbleweed dove sono sempre aggiornanti e vengono rilasciati i pacchetti o se no la versione Leap dove il rilascio viene effettuato regolarmente e beneficia di una soluzione tecnica di qualità professionale.

Queste sono le mie distribuzioni preferite e migliori, ora dite la vostra quale preferite di più? o vi piace?

Distribuzioni Linux

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21 gennaio 2018

Novità Ubuntu 18.04.

Ecco la Novità di Ubuntu 18.04

Come ben sappiamo Ubuntu in passato ed anche recentemente usa il file manager Nautilus ma per questa versione della 18.04 nel userà un versione vecchia, quale sarebbe?

Sarebbe la versione Nautilus 3.26. vediamo il perché e la motivazione dovrebbe passare ad un file manager cosi vecchio.

Didier Roche, sviluppatore Ubuntu, ha spiegato la questione e la motivazione in un meeting IRC.

Avevano tre possibilità da usare tra cui scegliere:

  • Optare per Nautilus 3.26.
  • Optare per la versione 3.28 accoppiata con Nemo (ciò permette di supportare le desktop icons).
  • Optare per Nautilus 3.28 + un’estensione che permettere di supportare le desktop icons.

E’ chiaro che Canonical non vuole negare ai propri utenti la possibilità di gestirsi come preferiscono il loro desktop. L’azienda ritiene che Bionic Beaver contenga già sufficienti novità rispetto a Xenial Xerus (nuovo desktop, nuovo display server, nuovo login manager, etc). Chiaramente, essendo la 18.04 una LTS, si è optato per l’opzione più sicura e meno problematica, ovvero la prima.

Questa divergenza di vedute con gli sviluppatori di GNOME porta però a problemi soprattutto in ottica futura. In realtà non è chiara la logica di GNOME che prima rimuove la funzione da Nautilus e poi la rende disponibile attraverso Nemo.

Ubuntu 18.04 adotterà comunque GNOME 3.28, la decisione di cui abbiamo parlato sopra riguarda quindi il solo Nautilus. Ovviamente potrete aggiornare a Nautilus 3.28 se lo riterrete opportuno.

Attendiamo e vediamo come sarà questa fantastica distribuzione.

Ubuntu Gnome 18.04

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18 gennaio 2018

Cos'è GeckoLinux.

Vediamo cos'è GeckoLinux?

GeckoLinux è una derivata di OpenSUSE dove è disponibile alla versione Tumbleweed dove sono sempre aggiornanti e vengono rilasciati i pacchetti o se no la versione Leap dove il rilascio viene effettuato regolarmente e beneficia di una soluzione tecnica di qualità professionale.

GeckoLinux si distacca di poco da OpenSUSE, dove viene modificata il tema e le icone dove permette l’installare di software da repo di terze parti.

In sostanza possiamo definire GeckLinux come una variante più estesa di OpenSUSE stessa, volta allo scopo di espandere il campo utenti della distribuzione.

GeckoLinux offre varie edizioni di diversi desktop environment: 

1) Cinnamon

2) XFCE

3) GNOME

4) KDE Plasma

5) MATE
 
6) Budgie

7) LXqt

8) Barebones

All'interno ha già preinstallati vari software liberi, e in aggiunta dei vari codec proprietari; grande novità il supporto ai pacchetti dei repository di Pacman.

GeckoLinux, a differenza di OpenSUSE, riduce al minimo l’uso dei pattern, per evitare l’installazione di pacchetti non desiderati come dipendenza.

Non viene richiesto l’installazione di altri pacchetti dopo l’installazione del sistema, per via che ha un miglior rendering dei font e insieme ai software vengono disinstallate anche le loro dipendenze.

Non resta che provarla a voi utenti e sentire i vostri pareri su questa distribuzione.

GeckoLinux

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14 gennaio 2018

GeckoLinux basata su OpenSUSE.

GeckoLinux si basa su OpeSUSE

Come ben sappiamo conosciamo tantissime distribuzioni ed anche remix dove tutte queste partono su delle basi al suo interno, in questo caso mi sono concentrato su OpenSUSE dopo svariati tentantivi sono arrivano ad una deduzione, che questo sistema di ottima qualità e personalizzazione, viene basata ad una distribuzione che per alcuni sarà nota per altri no.

Sto parlando di Gecko Linux, dove ha delle caratteristiche simili ad OpenSUSE.

Quando l'ho provato ci ho trovato alcune cose che lo rispecchiano, ed ho notato che ha delle sue caratteristi che in Gecko Linux sono molto interessanti rispetto al genitore OpenSUSE:

  • “GeckoLinux si presenta come una linea installabile live DVD / USB di immagini Statiche e Rolling edizioni, mentre openSUSE non ha un live DVD / USB installer, un net-installer immagine, o Tumbleweed live DVD / USB con net-installer opzioni.
  • GeckoLinux offre la possibilità di personalizzare le edizioni ottimizzata per i vari ambienti desktop, mentre openSUSE richiede all’utente di sapere come installare i modelli e pacchetti per i diversi ambienti desktop.
  • GeckoLinux viene fornito pre-installato con il comune sottigliezze come proprietario di codec, mentre openSUSE, per motivi legali, richiede agli utenti di sapere come aggiungere i repository aggiuntivi e che i pacchetti da aggiungere.
  • GeckoLinux preferisce i pacchetti dal repository Packman, quando sono disponibili, considerando che alcuni di openSUSE pacchetti di default non funzionano con brevetto-funzioni limitate, anche se le caratteristiche sono installati da altre fonti.
  • GeckoLinux viene pre-configurato con quello che molti considerano essere un buon rendering dei font, considerando che molti utenti di openSUSE tipo di carattere predefinito di configurazione per essere meno auspicabile.
  • GeckoLinux non forzare l’installazione di ulteriori pacchetti raccomandati, dopo l’installazione del sistema, mentre openSUSE pre-installa modelli e installa automaticamente raccomandato dipendenze dei pacchetti, causando molti altri e possibilmente indesiderati i pacchetti che devono essere installati la prima volta il package manager è utilizzato.
  • GeckoLinux desktop programmi può essere disinstallato con tutte le loro dipendenze, mentre openSUSE modelli sono spesso causa di disinstallato i pacchetti automaticamente re-installato.”

Per chi ha utilizzato il OpenSUSE, sapete bene che è un sistema molto potente e non ha grandi caratteristiche di personalizzazione e potenziale, tuttavia ci sono alcuni aspetti del sistema che può essere frustrante e decisamente fastidioso, come i modelli causando disinstallato i pacchetti per essere re-installato.

Vedendo le suddette modifiche immediatamente suscitato il mio interesse, e sapevo che avrei dovuto provare.

Per chi lo volesse provare Gecko Linux basta scaricare la ISO: QUI

E noterete le differenze tra questi sistemi, dato che a mio avviso Gecko Linux non è affatto male.

GeckoLinux

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11 gennaio 2018

Ubuntu Gnome 18.04.

Ubuntu Gnome 18.04 LTS pareri

Tra poco uscirà la LTS, a mio modesto parere questa distribuzione Linux dopo aver lasciato la Unity per il passaggio a Gnome è stata una delle migliori soluzioni che poteva avere, dato che con Unity era base giusta per gli utenti ma per la Canonical ha riscontrato delle difficoltà, Ubuntu ha fatto la saggia decisione di ritornare a Gnome, dove in passato aveva già collaborato.

Gnome negli anni ha avuto un sacco di miglioramenti ed è rispetto ad Unity la più stabile che io conosca, secondo me è stata una buona scelta per via della sua personalizzazione e stabilità.

Vediamo una piccola novità che ci sarà in Ubuntu Gnome 18.04 LTS:

Ci sarà Suru è l’icon set che troveremo a bordo di Ubuntu 18.04 LTS,
Canonical si era già mostrata interessata nei giorni scorsi ad usare le icone Suru per la sua prossima LTS ed oggi la decisione è diventata ufficiale.

Sam Hewitt, il creatore di numerosi temi e set di icone per Linux, ha annunciato sulla sua pagina Patreon che il set di icone Suru da lui creato sarà il set di icone predefinito di Ubuntu 18.04 LTS.

"Sono davvero felice che il team di Ubuntu abbia deciso di usare il mio ed unico icon set su Ubuntu 18.04 e ringrazio la community per aver promosso il mio lavoro” questo è un sunto delle parole rilasciate di Hewitt attraverso il suo canale G+.

Se siete curiosi di provare sin da ora l’icon set Suru potete farlo scaricando i relativi pacchetti dalla pagina GitHub del progetto. Dopodichè procedete aprendo il terminale nella cartella scaricata e date il seguente comando:
  • make install
Il tema verrà installato per l’utente locale in ~/.local/share/icons/

Per applicare il tema di icone Suru potete usare gnome-tweak-tool se siete su Ubuntu 17.10 oppure unity-tweak-tool se siete su Ubuntu 16.04 LTS.


Ubuntu Gnome

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6 gennaio 2018

Strategie di siti famosi.

10 Strategie di siti famosi



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I VARI SITI DI LINUX: